Buffon contro i giornalisti e la Procura di Cremona: "Le fughe di notizie sono una vergogna"

Buffon in conferenza stampa attacca la Procura di Cremona

Un Buffon come non l'avete mai visto (letto in questo caso). Nella conferenza stampa di oggi del numero uno azzurro, non si è parlato né dell'esordio con la Spagna del 10 giugno prossimo, né dell'amichevole saltata ieri contro il Lussemburgo e neanche del test del primo giugno prossimo contro la Russia. A tenere banco sono stati il caso calcioscommesse e le dichiarazioni del Premier Mario Monti che ieri si è augurato che l'intero sistema si fermasse per una pausa di riflessione addirittura di due o tre anni. Il portiere azzurro se l'è presa prima di tutto con la stampa che ha strumentalizzato la sua frase di qualche giorno fa: "Meglio due feriti meglio che un morto".

Dicendo quelle parole lo juventino si riferiva a casi al limite, molto diversi dal calcioscommesse finanziato dalla malavita organizzata che ha corrotto giocatori per pilotare i risultati. Buffon non voleva in alcun modo giustificare i suoi colleghi che hanno stretto patti sottobanco, ma invece invitare tutti a non confondere questo fenomeno negativo, con quello che avviene molto spesso nei finale dei campionati, quando a due squadre che si affrontano fa più comodo pareggiare una partita piuttosto che rischiare di perderla:

"Quando uno sbaglia è giusto che paghi e visto che ci sono i mezzi le pene devono essere esemplari. L'unico dubbio è nel cercare di fare distinzioni, perché in caso di errori ci possono essere colpe molto gravi o relative. E' ingiusto mettere tutto nello stesso calderone. Quando tocchi certi argomenti è sempre sbagliato, ma in un momento di grande caos è giusto fare distinzioni tra comportamenti discutibili e comportamenti truffaldini che hanno alle spalle organizzazioni criminali. Quello che interessa in questi momenti sono il caos e la polemica e che qualcuno sia messo alla gogna".

A Buffon l'atteggiamento della stampa dopo le sue parole non è piaciuto per niente:

"Ho appurato anche questa volta che le persone per bene e che hanno la coscienza a posto, per quel che riguarda certe situazioni non possono dire il loro pensiero. Il mondo non è ipocrita né buonista, sta andando come sta andando e penso stia andando male. Detto questo, credo che la prima cosa da preservare sia sempre la democrazia e la libertà, compresa quella del pensiero degli altri. Di conseguenza uno accetta tutte le critiche. Ma nella vita bisogna prendersi delle responsabilità e io me le sono prese. Dispiace che da gente come i giornalisti che conosce il calcio mi tocchi sentire le paternali".

Quando i giornalisti in sala gli hanno fatto presente che forse i Pm lo convocheranno per spiegare le sue parole (circostanza smentita questa sera dal Pm di Cremona Di Martino), Buffon ha perso ancora di più la calma arrabbiandosi proprio per il comportamento della Procura che, come accade sempre in Italia, si è resa protagonista di continue fughe di notizie che hanno inquinato le indagini:

"I Pm vogliono sentirmi? Tutte le cose, qua, le sanno prima i giornalisti che gli interessati. Non è normale che dopo cinque minuti si sappia già cosa viene detto in un interrogatorio, è questa la vera vergogna".

Più diplomatica invece la risposta per la proposta di Monti di fermare il campionato per 2-3 anni. In questo caso Buffon ha preferito allinearsi alla posizione di Abete che aveva già bocciato ieri l'idea del Presidente del Consiglio:

"Non mi permetto di proferire verbo sulla questione. Parliamo sempre del presidente del Consiglio, la nostra massima autorità, sicuramente una persona capace e di buon senso. La risposta migliore, che è poi quella vera, l'ha data il presidente della Federcalcio (Abete, ndr)".

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