Sampdoria - Napoli 1-0, la partita che Gianello chiese di falsare a Grava e Cannavaro

La Procura di Napoli, impegnata insieme ai colleghi di Cremona e Bari nelle indagini sul calcioscommesse, ha chiuso le indagini preliminari ed ha notificato un avviso di garanzia per Matteo Gianello e Silvio Giusti. Il primo è l'ex terzo portiere del Napoli svincolato dai partenopei nell'estate 2011, mentre Giusti è un'ex centrocampista, compagno di squadra proprio di Gianello a metà degli anni anni novanta con il Chievo. Durante l'interrogatorio dei Pm, Gianello ha smentito di aver mai ricevuto soldi da qualcuno per falsare una partita, ed anche di aver mai scommesso su eventi sportivi che sapeva essere falsati. Queste affermazioni stridono però con il racconto fatto dallo stesso ex napoletano a proposito dell'ultima partita del campionato 2009/2010.

Gianello ha raccontato ai magistrati di aver fatto da tramite per l'amico Silvio Giusti che chiedeva se fosse possibile corrompere qualche giocatore del Napoli in cambio di una sconfitta certa contro la Samp, lanciatissima nella lotta per il quarto posto. L'ex portiere ha raccontato di aver proposto "l'affare" a Paolo Cannavaro e Gianluca Grava che avrebbero rifiutato indignati. A quel punto Gianello avrebbe avvertito Giusti del diniego ed il tentativo di corruzione sarebbe saltato. La partita di domenica 16 Maggio 2010, è stata quindi giocata in modo regolare ed è stata vinta dalla Samp 1-0 con un gol di Giampaolo Pazzini.

Interrogati dagli inquirenti, Cannavaro e Grava hanno affermato di non aver mai parlato con Gianello di questa ipotesi di combine, contraddicendo così la deposizione del loro ex compagno di squadra. Qualora dovesse essere trovato qualche riscontro circa il racconto di Gianello, i due difensori azzurri verrebbero sicuramente condannati dalla giustizia sportiva per 'omessa denuncia', con una pena da un minimo di sei mesi ed un massimo di un anno di squalifica. Anche la società Napoli avrebbe i suoi problemi, con una scontata penalizzazione di qualche punto in classifica (almeno 2) per il tentativo di combine di quello che all'epoca dei fatti era un suo tesserato.

Ma non è tutto. Il Napoli rischia anche l'esclusione d'ufficio dalla prossima Europa League perché la Uefa ha già annunciato che negherà l'accredito alle competizioni continentali per club a qualsiasi squadra coinvolta in combine, anche solo per il comportamento scorretto di un singolo tesserato, ed anche se la combine non è andata a buon fine.

L'ex procuratore capo di Napoli, Giandomenico Lepore, ha già in qualche modo rassicurato i tifosi del Napoli sotto l'aspetto penale in un intervista concessa a Radio Crc:

“La storia relativa a Gianello era iniziata quando ancora lavoravo nella procura di Napoli. Per quanto riguarda il contenuto, non conosco tutti gli elementi perché andando via non ho seguito più le vicende. Davvero questa ipotesi rattristisce tutti perché i tifosi vengono ingannati dai calciatori. Non se se Gianello possa aver detto cose non vere coprire altre persone ma per arrivare ad un avviso di garanzia vuol dire che un coinvolgimento deve esserci. Cosa rischia il Napoli? Bisognerà vedere se la società partenopea verrà coinvolta o meno. Può anche essere però che il fatto non abbia rilevanza. Certo, ad oggi c’è sulla carta un indagato e può concludersi con un rinvio al giudizio o con l’archiviazione. Molte volte si può chiedere l’archiviazione se il fatto non costituisce reato. L’avviso di garanzia va a tutela dell’indagato ma non è un atto di accusa. Oggi i media hanno trasformato l’avviso di garanzia in atto di accusa che in sostanza potrebbe considerarsi anche tale però ciò non significa già colpevolezza e responsabilità. In Italia bisogno solo sperare, solo questo ci è rimasto. Io, al posto di Palazzi? La voce che vedrebbe il mio trasferimento a Roma al posto di Palazzi non è vera, non sono mai stato interpellato a proposito. Volevo far parte della famiglia sportiva ma questo desiderio mi è già passato. Non so se verrà fuori altro dalla procura di Napoli ma bisogna aspettare gli esiti senza fasciarsi la testa prima di rompersela”.

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