L'intercettazione del presunto ricatto di Sculli a Luca Toni


Secondo le carte della Procura di Cremona Giuseppe Sculli e Safet Altic, il bosniaco coinvolto nel giro di scommesse si sentivano spesso. Altic intratteneva rapporti telefonici anche con altri giocatori del Genoa, in particolare Omar Milanetto, Domenico Criscito e Kakha Kaladze e risulta anche "ben inserito nella realtà calcistica del Genoa", con "legami significativi" con Gabriele e Guido Morso, pregiudicati siciliani "ben conosciuti dagli appartenenti del gruppo ultras del Genoa nonché da diversi calciatori di tale società.

Da altre intercettazioni emerge che Altic organizza attraverso un intermediario la consegna di 1.500 euro a Sculli, che il calciatore riceve al casello autostradale di Serravalle Scrivia (Al) il 23 aprile 2011. Nell'intercettazione in oggetto tra Sculli e Altic si fa il nome di Luca Toni. Sculli dice al bosniaco che è in possesso di foto compromettenti riguardanti la vita privata dell'attaccante e che potrebbe farle recapitare a Marta Cecchetto (la moglie di Toni) ricattarlo se non avesse esaudito delle richieste. Nell'intercettazione Toni viene chiamato Peperone:

Il testo della conversazione tra Altic e Sculli in cui si fa il nome di Luca Toni

Safet Altic: E che dice Peperone (Luca Toni, n.d.r.) ieri?
Giuseppe Sculli: Peperone è qua ancora... Ti giuro qua stasera lo vedo è rimasto qui, il coglione è qui. Mamma che coglione. Ha detto Carabinierovic ho detto se ti piglia Carabinierovic... Si incazza ehh? Ho detto guarda che le foto le ha ancora lui Sergio. No? Ti prego...
SA: No non gli dire che non le abbiamo...
GS: No ma io ce le ho davvero le foto
SA: Giuri?
GS: Te le giuro che le ho fratello
SA (ride): Merda... Tienile comunque... Se non siamo più amici con questo peperone.
GS (ride)
SA: Gli recapitiamo alla signora Marta... come si chiama
GS: Marta Cecchetto... Allora gli dico Se che domani pomeriggio passi tu da lei. Gli dico di aspettare dai...

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