Caso Buffon, parla il suo avvocato: "È stata un'imboscata"

gianluigi buffon

Dopo Andrea Agnelli, che ha difeso Gianluigi Buffon in un'intervista concessa in esclusiva a La Stampa e pubblicata in versione integrale nell'edizione in edicola oggi, ci sono anche le dichiarazioni di Marco Valerio Corini, il legale del portiere della Juventus e della Nazionale. L'avvocato sentito ieri da Sky Sport fa eco alle parole del presidente bianconero, sottolineando il "singolare" tempismo con il quale l'ormai famosa informativa sia arrivata in mano alla stampa: "Non può che impressionare questa contemporaneità, questo strano rapporto temporale, questo timer che innesca questa bomba mediatica. Ieri Gianluigi Buffon fa una conferenza stampa amareggiato, anche con toni aspri, profondamente addolorato e oggi, improvvisamente, il timer fa detonare una bomba mediatica che non ha nulla di giuridico, però lo accosta ad una vicenda scandalistica".

Corini intervenuto anche a Radio Manà Manà ha rincarato la dose, chiedendosi come mai i giornalisti diano per scontato che i soldi trasferiti dal conto di Buffon a quello del suo amico a Parma debbano necessariamente avere come casuale quella delle scommesse. Il legale parla del suo assistito come di una persona amareggiata, ma ci tiene a ripetere come non ci sia nessuna indagine in corso da parte della Procura di Torino:

"L’ipotesi avanzata da una banca in merito a scommesse ed anomala movimentazione di denaro sospetto è priva di rilevanza penale e non è stata raccolta da nessun accertamento dalla Guardia di Finanza nel 2010. Sono strane le tempistiche: Gigi è veramente amareggiato perché si è sentito cadere in una sorta di imboscata dettata dal fatto che lui abbia detto con chiarezza il suo pensiero. Una cosa molto chiara da sottolineare è che l’informativa della Guardia di Finanza evidenzia come sia un istituto di credito ad ipotizzare che alcune liquidità possano essere oggetto di scommesse vietate. Stiamo parlando di un’ipotesi che è stata coltivata da una banca ma che non è stata raccolta da nessun accertamento dalla Guardia di Finanza nel 2010. Cos’è che milita a sostegno del fatto che queste prenotazioni siano sottese a scommesse in generale? Perché questi due soggetti, il calciatore ed il titolare della ricevitoria, devono aver operato tra loro e la causale deve essere quella della scommessa? L’argomento è molto povero, perché questi due soggetti si conoscono da quando Gianluigi era esordiente al Parma, il rapporto di amicizia che li lega può essere benissimo legato da operazioni commerciali più che lecite, come per esempio una compravendita immobiliare. Perché si parla in automatico di scommesse?".



Domanda sicuramente legittima alla quale sarebbe opportuno che chi ha sollevato il caso desse una risposta, magari c'è qualcos'altro che non sappiamo e alla vigilia degli Europei è auspicabile che il capitano della nazionale si prepari a questa avventura con la giusta serenità, che sappia tutto quello che c'è da sapere. Il legale del portiere ribadisce comunque la sua tranquillità e ridimensiona tutto il rumore di queste ultime ore declassandolo a "chiacchiere da bar", si dice inoltre tranquillo anche a proposito di eventuali convocazioni da parte della Procura federale che esclude:

"Buffon è un ragazzo molto leale che ha il difetto di dire quello che pensa ed in maniera molto chiara. Quello che ha stupito sono state le tempistiche, ossia questa orologeria così serrata tra la conferenza di ieri a Coverciano in cui ha espresso la sua amarezza per alcuni episodi e queste pseudo notizie che fanno detonare una bomba mediatica che non ha nessuna rilevanza penale, come confermato dagli inquirenti di Torino. Il Procuratore di Cremona anche ha smentito coinvolgimenti, eppure il tutto viene riportato in questo modo. A pensare male si fa peccato ma si indovina. Sull’ipotesi che pare provenire dalla banca si intenda costruire un nesso con attività di scommessa mi fa alzare le mani, questi sono più discorsi da bar che da giustizia sportiva. Una convocazione di Palazzi? Sarebbe un’iniziativa che mi sorprenderebbe, la procura federale non può elevare a dignità di notizia di illecito sportivo ogni ipotesi slegata da riscontri concreti. Se c’è evidenza che esistano rapporti bancari con un altro soggetto non è che questo automaticamente comporti indizi di reato".

La posizione dell'estremo difensore è stata illustrata piuttosto chiaramente dal suo avvocato e dal presidente della Juventus, si attendono le repliche. La stampa, sempre così ben informata, esca allo scoperto, se c'è qualcosa da sapere che lo renda noto, se non altro per dimostrare che non si è trattato di un caso creato ad arte, di una sorta di intimidazione nei confronti di un giocatore che il giorno prima si era permesso di denunciare, senza troppi giri di parole, il famoso fenomeno del corto circuito tra mezzi di informazione e giustizia. Se invece non c'è nient'altro da sapere, forse sarebbe meglio concentrarsi sul calcio giocato e lasciare alle Procure il loro lavoro, e magari porgere delle scuse alle persone colpite, ma questo sarebbe chiedere davvero troppo.

Foto | © TMNews

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