Violenza al Viareggio

Rissa al Viareggio


Finalmente un calcio pulito, senza esasperazioni, giocato per il gusto di divertirsi e coltivare il sogno di diventare forse, un giorno, un campione affermato.

Questo è il messaggio che ci aspettiamo dal movimento giovanile di questo sport.

Ragazzini adolescenti che si affronatano sotto lo sguardo orgoglioso dei propri genitori e fidanzatine.

Giovanissimi che si divertono ad emulare le gesta dei propri beniamini, dei quali hanno ancora il poster appeso in cameretta.

Magari anche esultando in maniera stravagante pur di somigliare il più possibile ai campioni che vedono solo in televisione o tutt'al più, sul campo di allenamento.

Calcio giovanile che raggiunge l'apice in quello che è il massimo torneo della categoria: il Torneo di Viareggio, o Coppa Carnevale, una sorta di Campionato del mondo per club giovanili.

Avevamo da poco dato notizia dell'apertura, ritardata per i fatti di Catania, della 59esima edizione della manifestazione, felici di poter salutare il ritorno al calcio giocato, dopo quell'infame Venerdi.

Pronti via, ed ecco che dopo pochi giorni di torneo, veniamo investiti da una notizia assurda.

Durante Genoa-Real Arroyo Seco , uno dei giocatori della squadra argentina ha aggredito l'arbitro Cornero di Milano colpendolo con un pugno.

La partita è stata sospesa sul 2-1 e i Carabinieri sono intervenuti riuscendo a riportare la calma mentre al giovane è stato ritirato il passaporto.

Al Genoa, che nella vicenda non ha avuto alcun coinvolgimento, probabilmente verrà assegnata la vittoria a tavolino.

Ma al di là dell'aspetto sportivo, è agghiacciante il comportamento, se pur isolato, di un ragazzino viziato e strafottente, che ben rappresenta lo stato di povertà intellettuale che pervade il mondo del calcio.

Qualcuno aveva criticato le mie dichiarazioni di attesa rassegnata, dopo i fatti di Catania.

Tra le varie aspettative, dicevo: "Aspetto la prossima interruzione di partita"

Eccoci serviti.

Avrei preferito essere smentito, ma così non è stato.

Per carità, manteniamo le dovute proporzioni: niente a che vedere con la tragedia di Venerdi scorso.

Ma se il buongiorno si vede dal mattino...

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