La favola di Sheva: grazie a lui l'Ucraina vola

Andriy Shevchenko con la maglia dell'Ucraina

Una serata da protagonista per Andriy Shevchenko all'esordio ad Euro 2012 con la propria nazionale. L'ex centravanti del Milan è in parabola discendente dall'estate del 2006 quando lasciò per la prima volta i rossoneri per legarsi al Chelsea. I tifosi milanisti lo pregarono di non andare via ospitandolo anche in Curva Sud in occasione di Milan - Roma, ultima giornata di quel campionato, che fu costretto a saltare a causa di un infortunio. L'ucraino scelse lo stesso di assecondare i desideri mondani della moglie che sognava di trasferirsi a Londra, andando anche ad incassare un sostanzioso assegno di Roman Abramovič che lo corteggiava già da un paio d'anni.

La sua avventura oltre manica, nonostante un buon inizio, non è mai veramente decollata a causa di prestazioni altalenanti. Il secondo anno al Chelsea è stato spesso costretto a guardare i propri compagni dalla tribuna, nonostante il ricco contratto ed il cartellino pagato ben 38 milioni di euro dal club l'estate precedente. La stagione successiva è tornato in prestito al Milan, ma anche in questo caso non è riuscito a trovare molto spazio nonostante in panchina ci fosse ancora Ancelotti che appena due anni prima lo salutò molto a malincuore. A fine campionato i rossoneri decisero di non riscattarlo e lui fu costretto a tornarsene a Londra.

L'avventura inglese però non durò molto perché, dopo aver giocato una sola partita con la maglia del Chelsea, venne ceduto a titolo definitivo alla Dinamo Kiev dove aveva iniziato la sua carriera prima di arrivare in Italia. In questi tre anni a Kiev non è riuscito ad incidere in modo particolare, non vincendo neanche un trofeo, anche a causa dello strapotere calcistico dello Shakhtar Donetsk. Nonostante un rendimento non esaltante è comunque rimasto nel giro della nazionale, proprio con l'intenzione di non lasciarsi scappare l'occasione di giocare l'Europeo davanti al pubblico di casa.

Questa sera a quasi 36 anni Sheva è riuscito a fare quello che si era ripromesso, rifilando una doppietta alla Svezia che è valsa la vittoria. Il merito è senz'altro da attribuire anche ad Oleh Blochin che ha voluto puntare sul proprio capitano, malgrado l'ex milanista fosse riuscito a segnare un solo gol negli ultimi due anni con la maglia della nazionale. Davvero una bella soddisfazione per un campione come lui, che almeno per un sera ha riportato le lancette dell'orologio indietro di 6 anni. Queste le sue parole a fine partita:

"Sono emozionatissimo. È fantastico: alla prima gara del Campionato Europeo, davanti al nostro pubblico, abbiamo vinto 2-1, e anche meritando. Abbiamo giocato benissimo. Sono molto felice. Ringrazio tutti i tifosi che sono venuti a vederci, ma anche i compagni per la bella partita. I calci d'angolo sono preparati. Il resto deriva dalle amichevoli, anche se purtroppo le abbiamo perse. Oggi siamo rimasti più compatti e abbiamo giocato una partita di carattere, in cui si sono visti buoni scambi. Abbiamo la possibilità di arrivare al prossimo turno; adesso pensiamo a recuperare, poi ci sarà la partita di venerdì contro la Francia. Per noi, ogni gara è come una finale. Oggi iniziavamo davanti al nostro pubblico, abbiamo vinto e abbiamo dimostrato buone qualità. Per la prossima partita ci prepareremo allo stesso modo".

  • shares
  • Mail