Calcioscommesse: revocati gli arresti domiciliari per Mauri e Milanetto

Dopo dieci giorni i due giocatori coinvolti nello scandalo del calcioscommesse tornano in libertà


Due dei principali protagonisti della nuova tranche dell’inchiesta sul Calcioscommesse, portata avanti in tutta Italia da numerose Procure prima tra tutte quella di Cremona, il laziale Stefano Mauri e il giocatore del Padova Omar Milanetto, sono tornati oggi in libertà dopo la revoca dell’ordinanza di custodia cautelare emessa dal Gip del tribunale lombardo Guido Salvini. Entrambi i giocatori si trovavano agli arresti domiciliari dal 4 giugno scorso, dopo essere scarcerati in seguito al loro arresto avvenuto il 28 maggio.

Il legale del biancoceleste, Matteo Melandri, che in seguito alla precedente decisione aveva attaccato duramente la Procura ritenendo la decisione ingiustificabile, ha confermato che comunque la difesa si presenterà davanti al Tribunale del Riesame di Brescia allo scopo di farlo pronunciare sul provvedimento cautelare nei confronti del suo assistito. Una mossa che ha come obiettivo quello di dimostrare come non ci sia mai stata la necessità del provvedimento nei confronti del centrocampista:

“Quella di liberare Stefano è stata una decisione presa dal Gip. Le indagini sono proseguite e sono arrivate a buon punto, una fase nella quale non era più necessaria la misura cautalare. Confermo che domani ci presenteremo davanti al Tribunale del Riesame per presentare la nostra memoria difensiva, il nostro intento è quello di far decadere completamente la misura cautelare”.


Durissima invece la presa di posizione dell’avvocato dell’ex giocatore del Genoa, Mattia Grassani, che in seguito alle motivazioni addotte dal Gip, secondo le quali “gli elementi assai gravi desumibili dalla conversazione telefonica riferibile ad un capo ultrà non hanno trovato una conferma soddisfacente”, ha attaccato:

“Come si potrà spiegare alla famiglia Milanetto, composta da due piccoli di tre e cinque anni e dalla moglie, tra l’altro commercialista, che si è trattato di un grande, imperdonabile errore, di un incubo, un’odissea che ha portato in carcere il giocatore per una settimana e gli ha fatto passare altri dieci giorni agli arresti domiciliari, mentre i compagni di scuola ridevano o guardavano sospettosi i figli del mio cliente? Meglio tardi che mai, dirà qualcuno, ma i danni chi la paga alla famiglia intera?”.

Foto | © TMNews

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