Blatter convinto dal gol fantasma di Devic: "La tecnologia è una necessità"

Due anni fa l'Inghilterra restava vittima del gol fantasma, un gol di Lampard non visto spianò la strada alla Germania che poi avrebbe chiuso in goleada, per tutti quella fu la vendetta del famoso gol convalidato ad Hurst nella finalissima del 1966. A due anni di distanza è di nuovo protagonista la nazionale inglese, questa volta però a subire il danno è l'Ucraina che vede non convalidato il gol di Devic: l'acrobatico salvataggio di Terry, per quanto spettacolare, arriva chiaramente in ritardo, con il pallone che ha già superato la linea di porta.

Questo episodio è destinato a diventare la più clamorosa svista di tutto il torneo e il giorno le reazioni sono già infuocate. Ad accendere la miccia ci ha pensato Joseph Blatter che, attraverso il suo profilo Twitter, ha sentenziato: "Dopo la partita di ieri sera la #GLT (Goal Line Techonology) non è più un'alternativa, ma una necessità". Parole chiare che lasciano poco spazio a qualsiasi tipo di interpretazione, d'altra parte il numero uno della Fifa già nei mesi scorsi aveva mostrato un'inedita apertura verso l'argomento, sottolineando come non si dovesse ripetere mai più in un mondiale un episodio come quello del gol annullato a Lampard.

Al momento sono due i metodi che la Fifa sta testando, uno che si basa sull'uso di telecamere, l'inglese Hawk-Eye, l'altro brevettato in Germania che invece prevede l'inserimento di un chip nel pallone, si chiama GoalRef. Blatter aveva promesso che in caso di nuovi episodi nel corso degli Europei, sicuramente la tecnologia avrebbe fatto il suo esordio nel mondo del calcio in occasione dei Mondiali 2014. Manterrà la promessa? La questione non è così semplice, se da un lato lo svizzero di recente ha cambiato opinione riguardo agli aiuti tecnologici, lo stesso non si può dire di Michel Platini.

Il francese proprio prima che cominciassero gli Europei aveva si era così espresso in un'intervista rilasciata a Famiglia Cristiana: "La tecnologia? Ci vogliono 35 telecamere per monitorare bene una partita. E solo il calcio ricchissimo se le potrebbe permettere". Concetto ribadito in occasione dell'inaugurazione di Euro 2012:

"Con cinque arbitri vediamo tutto, non prendono decisione senza esserne del tutto sicuri. Inoltre c'è più uniformità di giudizio: per esempio, non vengono fischiati falli di mano non intenzionali. L'uniformità sta portando ad un calcio più fluido. La tecnologia sulla linea di porta non è un problema. Il problema è l'arrivo della tecnologia in sé perché poi ne avrai bisogno per decidere sui falli di mano, sugli offside e così via, all'infinito. Questo è il problema".

Rilette ora queste dichiarazioni sembrano svuotate di significato, è stato dimostrato che anche due coppie di occhi in più non aiutano a prendere la giusta decisione in caso di episodi particolarmente controversi, per il resto sembra quasi che il numero uno del calcio europeo si arrampichi sugli specchi. La verità è che per rendere questo sport migliore c'è bisogno di avere il coraggio di fare scelte importanti, di rompere con la tradizione e provare a guardare al futuro.

L'ultimo campionato di Serie A ci ha lasciato il ricordo indelebile del gol di Muntari, per almeno un paio di mesi si è parlato più di quello che del resto, addirittura Galliani aveva confidato di portare sempre una foto dell'episodio sul telefonino. Forse è davvero arrivato il momento di modernizzare questo gioco, sembrerà retorica ma in fondo è la realtà dei fatti: tutti gli sport ormai si servono della tecnologia, il calcio non può più aspettare. La paventata inadeguatezza degli strumenti attualmente a disposizione sembra ormai più un fantoccio minaccioso da esibire per far sì che nulla cambi.

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