Ritorsioni, vendette, aggressioni

Digos Anche questo è il calcio.

Anche questo è il calcio giovanile, quello che dovrebbe essere più pulito, più solare, più passionale.

E' notizia recente che, a conclusione di indagini svolte da agenti della Digos, due giovani di 24 e 21 anni, entrambi con precedenti penali, sono stati denunciati con l'accusa di invasione di campo e aggressione, per aver aggredito quattro giorni fa un giocatore della squadra primavera dell'Avellino.

Le indagini furono avviate dopo che, alla fine della partita, un gruppo di facinorosi entrò in campo e colpì con calci e pugni un giocatore della squadra avversaria, procurandogli ferite giudicate guaribili in una settimana circa.

Le indagini hanno accertato che si sarebbe trattato di una ritorsione perchè, nella partita di andata, quel giocatore avrebbe detto frasi ingiuriose a proposito della morte del calciatore diciottenne Giovanni Montani, giovane promessa del Bari Primavera, ucciso in un agguato la sera del 29 ottobre scorso nel capoluogo pugliese.

I compagni di squadra avrebbero così deciso di vendicare quell'episodio.

Certo, il calcio come teatro di questi crimini, può considerarsi un coincidenza. Non è sicuramente il pallone il movente.

Ma è triste constatare, come sempre più spesso, venga utilizzato questo sport come palcoscenico per le peggiori nefandezze.

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