Moratti, che classe!

La grandezza di una squadra si misura anche dallo stile, espresso in campo e fuori, da chi la rappresenta. Non solo dai risultati. Ed è in questo senso che si intravede qualche crepa nel ritratto della splendida Inter di questa stagione. La rissa di Valencia, le dichiarazioni stizzite e ineleganti di Materazzi ai giornalisti (“Adesso

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La grandezza di una squadra si misura anche dallo stile, espresso in campo e fuori, da chi la rappresenta. Non solo dai risultati.
Ed è in questo senso che si intravede qualche crepa nel ritratto della splendida Inter di questa stagione.
La rissa di Valencia, le dichiarazioni stizzite e ineleganti di Materazzi ai giornalisti (“Adesso avete capito chi comanda”) e, dulcis in fundo, l’immagine del plenipotenziario nerazzurro, Massimo Moratti, immortalata in un alternarsi tra insulti (tra cui spicca il “Figlio di…” rivolto a Ronaldo) e il classico “gesto dell’ombrello” in concomitanza con l’ammonizione di Andrea Pirlo.
Quello che lascia maggiormente perplessi, è proprio il comportamento del patron interista, già pizzicato dalle telecamere di Livorno-Inter per aver insultato il direttore di gara.

In quell’occasione aveva prontamente posto rimedio alla “gaffe”, dichiarando: “Mi scuso perché certamente non voleva essere un’esibizione. Mi scuso sia con la persona a cui mi sono rivolto, sia per la cosa in sè”.
E noi la scusiamo Presidente, ci mancherebbe altro! Chi non ha mai sbottato?
Però…
Quegli insulti di ieri. Quel gesto.
Quantomeno inappropriati, non trova?
Soprattutto ora, che la sua creatura sta dimostrando sul campo la propria superiorità tecnica e fisica.
Soprattutto ora che sta raccogliendo successi, dopo anni di vacche magre.
Così sembra veramente disabituato alle vittorie.
E questo lo dico senza sottintendere paragoni con il suo omologo rossonero, sceso negli spogliatoi a congratularsi con i vincitori.
Il mio personalissimo parere, va oltre.
Così dà fiato alla voce di chi, in modo sibillino, suppone che l’Inter e gli interisti, soffrano di un complesso di inferiorità atavico.
Se voleva dimostrare il contrario, Signor Presidente, ha scelto il modo peggiore.
Perchè bisogna saper perdere. Ma bisogna anche saper vincere!