Milan: la rivoluzione parte dalla panchina?

Se ne è parlato a lungo di un possibile addio di Carlo Ancelotti a fine stagione. Il tecnico di reggiolo secondo molti, dopo 6 anni intensi, avrebbe raggiunto la fine di un ciclo. La stagione in corso infatti non ha riservato buone sorprese ai milanisti, soprattutto dal lato del gioco. Il gioco del Milan, difatti,

Se ne è parlato a lungo di un possibile addio di Carlo Ancelotti a fine stagione. Il tecnico di reggiolo secondo molti, dopo 6 anni intensi, avrebbe raggiunto la fine di un ciclo. La stagione in corso infatti non ha riservato buone sorprese ai milanisti, soprattutto dal lato del gioco.
Il gioco del Milan, difatti, è ormai giudicato prevedibile, e sembra quindi che ci sia bisogno di una svolta.

Ma adesso ad alimentare i sospetti sono state le ultime dichiarazioni degli stessi Galliani e Ancelotti, che non hanno smentito un possibile addio, ma hanno piuttosto ripiegato su frasi di circostanza, lasciando intendere che ogni cambiamento è possibile.
Si parla da tempo anche dei sostituti, Lippi e Rijkard, anche se il primo non rientrebbe nelle preferenze dichiarate da Galliani, che vorrebbe in panchina uno dei giocatori del ventennio Berlusconiano.
Ancelotti avrebbe invece offerte dalla Spagna, prime tra tutte Real Madrid e Valencia. Ma il tecnico di Reggiolo ha le idee chiare su quello che farebbe se la scelta dipendesse solo da lui: “Le scelte di vita si fanno per cercare di migliorare, siccome penso di essere già nel meglio non ho ancora pensato a questa eventualità. Sto benissimo in Italia, ho la fortuna di allenare il Milan e di vivere in un ambiente che mi stima e mi apprezza. Questo ambiente dal punto di vista professionale mi stimola moltissimo, ecco perché confermo che mi piacerebbe essere il Ferguson del Milan“.

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