Mettiti il casco!

Come si fa a criticare una normativa per la sicurezza dei calciatori, senza sollevare un vespaio? Semplice: non si può, quindi ditemene di tutti i colori, ma a me la novità che la FIFA pensa di importare dagli USA, mette un pò tristezza. E non penso di avere tutti i torti, leggendo l’ultimo dei commenti

di omino



Come si fa a criticare una normativa per la sicurezza dei calciatori, senza sollevare un vespaio?
Semplice: non si può, quindi ditemene di tutti i colori, ma a me la novità che la FIFA pensa di importare dagli USA, mette un pò tristezza.
E non penso di avere tutti i torti, leggendo l’ultimo dei commenti degli eminenti personaggi che hanno detto la loro sulla novità, quello di Donald Kirkendall, medico della Fifa: “Il casco è una soluzione». E, pensando alle griffe degli sponsor, potrebbe essere un nuovo spazio da «vendere“.
Ah ecco! Poche balle: si tratta di un modo per guadagnare più soldi…che tristezza, appunto.



Sicuramente, va detto, adottando una protezione per la testa, i rischi da contusione al capo si riducono decisamente, come dice la FIFA, del 50%.
Ma va anche detto che non si può essere così sfacciatamente ipocriti: da che esiste il calcio, danni cerebrali gravi subiti da calciatori se ne sono verificati, ma in numero decisamente contenuto.
Un numero inconsistente, se paragonato ai danni cerebrali e neurologici gravi e le morti causate dal doping.
Perché invece allora la FIFA non combatte il doping, invece di far finta di contrastarlo?
Anche in questo caso la risposta è scontata: perché il doping genera quattrini, il doping trasforma i calciatori in super-uomini e ne fa esempi da imitare, recandosi in un negozio per comprare gli integratori, o dal dottore, amico dell’amico, per farsi dare la Bomba.

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