Prandelli resta "orgoglioso di questa Italia". E voi?

"Siamo comunque orgogliosi di questa Italia". E' il leit motiv che riecheggia da più parti all'indomani della disfatta di Kiev. Ma quanto orgogliosi veramente? Quella di ieri sera si tratta pur sempre dell'umiliazione più cocente nella storia della nazionale italiana. Una botta dura da digerire perché, forse, si poteva perdere "da Italia" e non essere schiacciati come pulcini da un carro armato. Prandelli, a nostro modesto parere, ha pagato in finale la sua inesperienza e la poca lucidità dovuta alla marea di complimenti piovutagli dopo la bella prova contro la Germania, e alla fine di un Europeo in cui la Nazionale è arrivata in finale contro i pronostici della vigilia. Con il senno di poi siamo bravi tutti, direbbe qualcuno, ma affrontare questa Spagna a viso aperto, con giocatori stremati (più un infortunato) e dimenticando che all'esordio il C.T. optò per un più prudente 5-3-2 mascherato da 3-5-2, è da imprudenti. Prandelli ha ammesso in parte i suoi errori, in conferenza stampa:

"Possiamo essere orgogliosi di quest'Italia. Possiamo essere soddisfatti, abbiamo schierato una squadra propositiva e corretta. In cosa potevo essere più bravo? In finale avrei dovuto avere il coraggio di cambiare di più. Ma sarebbe stata una mancanza di rispetto per chi mi aveva portato in finale. Siamo un Paese vecchio, con tante cose da cambiare. Noi siamo venuti all'Europeo per cambiare, per perseguire un'idea senza farsi condizionare dal risultato. Sappiamo di dover fare i conti con la logica del risultato che però non deve essere condizionante, bisogna avere la forza di credere in un'idea. Sicuramente troveremo difficoltà, dovremo abbinare l'aspetto del gioco alla necessità di risultato. In questi due anni abbiamo cercato di costruire una Nazionale con la mentalità di un club".

Il c.t. è stato applaudito in sala stampa dai giornalisti. Prandelli si augura che Pirlo giochi per altri due anni e si toglie qualche sassolino dalla scarapa:

«Vincere l'Europeo avrebbe fatto bene, ma avrebbe tolto l'equilibrio a qualcuno: non siamo ancora pronti a vincere, quando lo saremo vinceremo e rivinceremo ancora, senza alti e bassi né disagi. Accetto sempre la critica sportiva, ma non accetto attacchi personali per la presenza di mio figlio qui. Mi hanno ferito umanamente, in modo profondo. Non ci sono rimasto male, di più. Quando ho fatto le convocazioni, è stata messa in risalto la presenza di mio figlio. È un professionista, avevamo bisogno di una persona che si integrasse con il mio staff. Sono state fatte cose importanti, come dimostra il recupero degli infortunati. Mio figlio non ha fatto le vacanze, domani va in ritiro con il Parma. Pirlo verso l'addio? Mi auguro che giochi ancora per due anni, ne ha capacità, forza e credo anche voglia».

Foto | © TM News

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