La linea verde della Juve

I tifosi juventini hanno spesso criticato l'operato di Didier Deschamps, reo tra le altre cose di tenere fin troppo in panchina il bulgaro Bojinov. L'attaccante, benché già con discreta esperienza, non è che uno dei tanti giovani schierati quest'anno dall'allenatore francese ed infatti se c'è una cosa che non può criticarsi a Deschamps è stata l'attitudine a far giocare campioni in erba. Ma a fine stagione, che fine faranno?
Paro ('83), il più "anziano", pare destinato ad altri lidi, presumibilmente l'Empoli nell'affare Almiron. Anche De Ceglie ('86), che ha però giocato quasi esclusivamente nella Primavera di Chiarenza, andrà a farsi le ossa in qualche squadra (ovviamente in prestito). Sul taccuino del tecnico di Beyonne sono rimasti i nomi di Palladino ('84), che tra l'altro ha già fatto gol in Serie A con la maglia del Livorno, e di Marchisio ('86), centrocampista che sicuramente ha da migliorare sotto vari aspetti ma a che alla Juve piace molto.

Ovviamente nella rosa del prossimo anno c'è posto anche per il portiere Mirante ('83), a meno che non chieda di essere ceduto, e per Criscito ('86), difensore attualmente al Genoa ma di scuola Juve.
E per gli altri? Il futuro è ignoto anche se le aspettative sono tante. Tutti attendono Giovinco, cui Deschamps ha concesso solo un paio di panchine, giocatore piccolo ma talentuoso, ma nell'attesa ecco che ha esordito dal primo minuto Venitucci, uno che la palla la gioca di prima e che morde le caviglie. E poi Bianco, Lanzafame, Maniero: insomma ottima nidiata per il futuro non solo della Juve ma del calcio italiano.
Senza contare che Chiellini è '84 e che Bojinov ha appena 21 anni...

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