Il calcio ha fatto l'Italia

Uno storico inglese, John Foot, innamorato e profondo conoscitore del nostro paese ha appena pubblicato un libro dal titolo "Calcio. 1898-2007. Storia dello sport che ha fatto l'Italia", un'approfondita analisi del nostro paese vista attraverso il filtro dello sport più amato nonchè una vera e propria bibbia di tutti quelli che sono stati gli avvenimenti più importanti, calcisticamente parlando, della nostra storia.

La teoria del buon Foot è molto interessante, egli sostiene infatti che non sono stati i vari Mazzini, Garibaldi e compagni a fondare e ad unire il nostro paese bensì l'arrivo dall'Inghilterra di questo sport. Non sfugge all'analisi la "discesa in campo" di Silvio Berlusconi che aveva costruito la sua "squadra", è charo secondo lo scrittore come l'imprenditore abbia sfruttato la passione nazionale per questo sport al fine di raccogliere consensi, la conferma è anche la scelta del nome del suo partito che era chiaramente il grido dei tifosi per sostenere la nazionale.

Interessante anche l'analisi del rapporto dei tifosi e dei calciatori stessi con l'arbitro. La giacchetta nera è spesso vista con diffidenza, come un nemico da sconfiggere o al limite ingannare. Questo tipo di approccio sarebbe lo stesso che gli italiani tutti usano nei confronti dell'autorità statale. Ovviamente non sfugge allo storico la vicenda di calciopoli che altro non è che un dettaglio di quello che poi succede in tutti i campi del nostro paese.

Ma John Foot come detto è anche un appassionato di calcio giocato e quindi non mancano capitoli sul Milan di Rocco e di Sacchi, sul trionfo mondiale del 1982 e su quello più recente. Insomma questo libro, con le sue oltre 600 pagine, è assolutamente da leggere, da sfogliare, da consultare, per chiunque vive per questo sport. Perchè in fondo Foot ha ragione quando dice che il calcio ha fatto il nostro paese.

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