Niente Lazio per Breno: il brasiliano condannato a 3 anni e 9 mesi di carcere

Carriera compromessa quasi del tutto per Breno, in procinto di passare alla Lazio se il suo destino giudiziario fosse stato meno amaro. Il 22enne difensore brasiliano, ormai ex del Bayern, è stato condannato dalla Camera penale n° 12 del tribunale di Monaco di Baviera a tre anni e 9 mesi per aver volontariamente causato l’incendio che nella notte tra il 9 ed il 20 settembre scorso ha distrutto la casa di Monaco dove viveva con la famiglia. Breno dovrà scontare da subito la pena in carcere.

Il calciatore ha dato fuoco alla propria abitazione in preda allo sconforto e alla depressione per un lungo e doloroso infortunio al ginocchio. Per l’accusa Breno sapeva quello che stava facendo, mettendo a repentaglio in preda a un raptus la propria sicurezza e quella dei suoi cari. I giudici tedeschi hanno creduto a questa versione. La villetta monacense, in cui viveva in affitto, è andata completamente distrutta e il proprietario avrebbe chiesto quasi un milione di euro di danni.

Non si tratta di un criminale comune – ha spiegato il presidente della commissione giudicante, Rosi Datzmann – perché è ricco, possiede beni in Brasile e ha una famiglia. La giustizia però deve trattarlo come tutti gli altri. Si è macchiato di una grave colpa”. Il d.s. dei capitolini, Igli Tare, ha detto la sua sulla decisione della corte: “La pena è eccessiva. Una punizione simile, forse, dovrebbe essere applicata per casi ben più gravi. Sono molto dispiaciuto per Breno – ammette Tare a ‘Sport1’ - sta vivendo momenti terribili. Avrebbe meritato una seconda chance”. Secondo quanto è emerso dal processo Breno beveva una bottiglia di whisky al giorno nei periodi di depressione.

Foto | © TMNews

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