In memoria di Andrea Fortunato





“Onore a te, fratello Andrea Fortunato” parole di Gianluca Vialli il giorno del funerale di Andrea Fortunato, svoltosi a Salerno ormai 12 anni fa. Il terzino della Juventus morì il 25 aprile, alle 8 di sera, quando la nazionale di calcio si trovava a Vilnius per una partita contro la Lituania: la notizia sconcertò tutti anche perché Andrea pareva stesse riprendendosi.

Nato il 26 luglio del 1971 a Salerno, Fortunato fu notato dal Como che lo retrocesse da attaccante a terzino; tra i lariani si fece notare e ben figurò a cavallo tra fine anni ‘80 e inizio ‘90. Il Genoa vinse la concorrenza dell’Atalanta e se lo accaparrò, salvo poi parcheggiarlo una stagione a Pisa: in toscana Andrea fece una stagione eccellente, tanto che l’anno dopo torno nel Grifone che lo promosse titolare. Quindi nel 1993 il passaggio alla Juve dove condusse uno splendido pre-campionato tanto da fargli guadagnare l’appellativo di “nuovo Cabrini” e la chiamata nella Nazionale dove esordì il 22 settembre a Tallin, contro l’Estonia.



Fortunato era felice ma nella primavera del ‘94 le sue prestazioni iniziarono a calare in modo preoccupante: i tifosi juventini borbottavano e un giorno, addirittura, dopo un allenamento lo schiaffeggiarono mentre era con Torricelli. Ancora non si sapeva che la sua spossatezza e le febbri continue erano causate dalla leucemia linfatica acuta, un macigno terribile per un giovane di 23 anni ancora da compiere. Nel maggio il ricovero alle Molinette, quindi a Perugia dove ricevette il trapianto di midollo dalla sorella e in seguito dal padre: il fisico di Fortunato reagì e così tornò a vivere normalmente, credendo che l’incubo fosse alle spalle. “Non immaginavo quanto può essere meravigliosa anche una semplice passeggiata!!!” disse dopo il calvario negli ospedali.

Si riaggregò addirittura alla squadra e assisté alle partite della Juve in tribuna (il 26 febbraio del 1995 fu emozionante vederlo a Marassi a tifare la squadra che aveva sempre tifato, sin da bambino). Ma poi, come un fulmine a ciel sereno, una ricaduta possente: una febbre altissima e il 25 aprile del 1995 se ne andò. Dopo 12 anni nessuno a Torino lo ha dimenticato, tutti i tifosi lo amano come il primo giorno che indossò la casacca bianconera. Come disse Vialli: “Onore a te, fratello Andrea Fortunato!”

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