Il calciatore intellettuale

Oleguer lo conosciamo tutti per le sue doti sportive, gioca infatti con la maglia del Barcelona, una delle squadre più forti del mondo.
Quello che non tutti sanno però è che oltre ad essere un buon calciatore il nostro sia anche dotato di una grande cultura. E' laureato in Economia e sta ora studiando per raggiungere la laurea in Filosofia. Nel suo tempo libero, quando non è su un campo di calcio ad allenarsi, scrive articoli e libri.
Di nascita è catalano e crede fermamente nell'indipendenza della sua terra tanto da rinunciare addirittura alla maglia della nazionale spagnola.

E proprio in questi giorni è finito nell'occhio del ciclone per un suo articolo pubblicato dalla rivista catalana "La Directa". Il difensore ha espresso grandi perplessità nei confronti del sistema giudiziario spagnolo e dello stesso governo accusandoli senza troppi giri di parole di essere ipocriti.
Lo spunto da cui prende ispirazione la critica è la condizione di un detenuto ex militante dell'ETA in sciopero della fame da tre mesi. Iñaki de Juana Chaos, questo il suo nome, ha iniziato questa protesta per spingere il governo spagnolo a riprendere le trattative di pace in terra basca.

Oleguer critica la giustizia spagnola che è stata molto più clemente nei confronti di altri detenuti "importanti", come ex ufficiali della Guardia Civil, è il caso per esempio del generale Enrique Rodríguez Galindo condannato a 75 anni per duplice omicidio ma che di fatto ne ha scontati solo quattro.
Questo suo articolo ha sollevato un vero polverone, il presidente del Barça si è affrettato a chiedere scusa alla nazione, molte sono state le critiche, di particolare "intensità" quella di Ballesta del Levante che ha detto di rispettare più un escremento di cane che il suo collega.

Intanto anche il suo sponsor, indignato, ha deciso di rescindere unilateralmente il contratto con il calciatore. La Kelme, spagnola, ha pensato infatti che il difensore blaugrana non fosse un buon testimonial per il suo marchio. Oleguer non ha fatto una piega, semplicemente ora gioca con gli scarpini totalmente neri.
A prescindere da chi ha ragione o torto in questa storia, quello che colpisce e in qualche modo fa piacere è che ci siano calciatori che non hanno come unico obbiettivo quello di portarsi a letto una qualche starlette, come ci hanno abituato a pensare i nostri, più abili sulle piste da ballo che non sui campi di calcio.

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