I Rangers Glasgow falliti ed esclusi dal campionato

I Rangers di Glasgow sono stati esclusi dalla Scottish Premier League. Il club più titolato di Scozia, 54 titoli, 33 Coppe di Scozia, 27 Coppe della Lega Scozzese e 1 Coppa delle Coppe è ufficialmente fallito ed ora è stato estromesso dalla prossima stagione della massima serie, da sempre dominata insieme agli storici rivali dei Celtic. I club hanno votato contro l'ammissione al campionato della nuova società che sarebbe nata dalle ceneri della precedente grazie ad una sorta di Lodo Petrucci (che tutelò i titoli sportivi di squadre come Torino, Napoli e Fiorentina) e Legge Marzano (quella che salvò il Parma dopo il crac Parmalat) alla britannica.

L'inglese Charles Green, proprietario dello Sheffield Wednesday, aveva provato il colpaccio: versare 5.5 milioni di sterline e ad avere i "nuovi" Rangers completamente ripuliti degli oltre 134 milioni di debiti fra quelli da versare all'erario e quelli reclamati dai creditori ad ogni livello. Una soluzione, si diceva, "all'italiana" talmente all'italiana che i club della lega hanno votato praticamente compatti contro quest'ipotesi.

La logica è semplice: i Rangers hanno vinto e goduto di prestazioni sportive di calciatori più forti in maniera truffaldina, ignorando qualsiasi regola di buona gestione finanziaria e per questo devono essere puniti. Non fa una piega, ora però a rischio non ci sono soltanto gli storici Teddy Bears, ma l'intera lega. Già perché la Scottish Premier League è già un campionato ridotto all'osso con appena 12 squadre (Rangers compresi), ma senza la sua squadra più importante e senza più Old Firm, il derby con i Celtic, rischia di perdere definitivamente appeal. L'ultima sfida fra le due squadre, fra l'altro, era stato vinto proprio dai Rangers.

La conseguenza potrebbe essere il taglio dei contratti dei diritti tv che garantiscono la sostenibilità finanziaria degli altri club, con il rischio di fallimenti a catena e del disfacimento dell'intero campionato. Nonostante questo i presidenti delle 11 squadre rimanenti hanno deciso di non mollare il punto di principio. Siamo di fronte al classico caso di persone disposte ad evirarsi "pur di far dispetto alle mogli"? Staremo a vedere.

Per quanto riguarda i Rangers, che hanno già perso praticamente l'intera rosa di giocatori che la componevano fino all'ultima stagione, c'è un altro pericolo dietro l'angolo: la sparizione totale del club. Già perché ora non resta che far richiesta d'iscrizione alle serie inferiori, dalla First Division (la nostra Serie B) alla Third Division (la nostra Lega Pro Seconda divisione, ex Serie C2), ma non è detto che la richiesta venga accettata. Delle 30 squadre che compongono i tre campionati professionistici minori rispetto alla Scottish Premier League ben 11 hanno già espresso pubblicamente l'intenzione di votare contro, dimostrazione del fatto che con il loro dominio i Rangers non si sono fatti molti amici nel corso dei 140 anni di storia. Se il prossimo mercoledì 11 luglio dovesse arrivare un voto negativo il Rangers Football Club potrebbe definitivamente svanire nel nulla.

Foto | © TM News

  • shares
  • Mail