Amarcord: Anfield, this is Pato

Al Santiago Bernabeu di Madrid, i due ingressi degli spogliatoi, fino a qualche anno fa, portavano ad un corridoio centrale diviso in due da una sorta di cancello in ferro che ricordava le sbarre di una prigione americana. I calciatori delle due squadre, spalla a spalla, camminavano fino al campo divisi da queste sbarre e,

Al Santiago Bernabeu di Madrid, i due ingressi degli spogliatoi, fino a qualche anno fa, portavano ad un corridoio centrale diviso in due da una sorta di cancello in ferro che ricordava le sbarre di una prigione americana.
I calciatori delle due squadre, spalla a spalla, camminavano fino al campo divisi da queste sbarre e, durante questo tragitto, volavano insulti e minacce di ogni genere.

Questa appariscente pensata era un modo come un altro per mettere pressione sulla squadra ospite al fine di dimostrargli sin dall’inizio che il clima ostile che ci sarebbe stato sul rettangolo verde sarebbe andato ben oltre il clima ostile di una semplice partita di calcio giocata in trasferta.
Il Real così rimontava anche sconfitte esterne di tre o quattro reti.
Quando invece si pensa ad uno stadio d’oltrmanica dove il clima è arroventato, la mente non può che andare allo stadio del Liverpool.
Sulle mura del corridoio che porta al terreno di gioco si legge la scritta “This is Anfield Road”.
Questa premessa serve a far capire a chi va ad affrontare i rossi che per uscire da quel campo con un risultato positivo occorrerà gettare cuore e polmoni oltre l’ostacolo.
Il corridoio che percorreranno stasera i calciatori del Chelsea è lo stesso corridoio che percorsero gli undici ragazzi di Osvaldo Bagnoli 15 anni fa.
Chi ama il calcio non può dimenticare quella magica notte del 18 marzo 1992 in cui per la prima volta una squadra italiana espugna Anfield.
Il Genoa andava la per difendere la preziosa vittoria dell’andata, ma il maestro Osvaldo (uno che avrebbe provato a giocarsi la partita a viso aperto anche contro il Real di Di Stefano) sa che difendersi è un suicidio e che i suoi ragazzi, oltre a giocare bene, in quel momento corrono tanto.
Così il Genoa di Bagnoli, corto e scattante come un elastico, vola nelle praterie lasciate dagli inglesi.
Quella di Liverppol sarà soprattutto la serata di Pato Aguilera, che porta in vantaggio i Grifoni.
Rush pareggia, ma non serve a nulla perchè Pato raddoppia e la Genova rossoblu esulta.
Che notte!