Passo indietro della Fifa, le donne musulmane potranno indossare il velo in campo

Passo indietro della Fifa. L’International Football Association Board ha deciso di consentire alle donne musulmane di indossare lo Hijab, velo che copre testa e collo (e non anche il volto come nella foto in cima al post), durante le partite di calcio in conseguenza delle polemiche che ci sono state lo scorso anno nelle qualificazioni alle Olimpiadi di Londra 2012. Il problema sorse in occasione della partita tra Iran e Giordania che non si disputò perché le giocatrici iraniane si rifiutarono di scendere in campo senza velo, e la vittoria venne assegnata a tavolino alle colleghe giordane.

Questo episodio divenne un caso politico, con il presidente iraniano Ahmadinejad principale accusatore della Fifa. Le responsabilità infatti, erano totalmente da addossare ai vertici dell'organizzazione calcistica mondiale, perché sempre loro nel 2007 approvarono un provvedimento per mettere al bando il velo per motivi di sicurezza, ma soprattutto perché la Fifa vieta agli atleti di mostrare messaggi o slogan religiosi di qualsiasi tipo su un campo di calcio.

Naturalmente questo divieto è parso da subito ridicolo e ingiusto perché i giocatori evangelici appartenenti agli 'Atleti di Cristo' hanno continuato indisturbati a mostrare, prima, dopo e durante le partite, magliette con impresse scritte o disegni di ringraziamento nei confronti di Gesù Cristo. La decisione non è comunque piaciuta alla federazione calcistica francese che ha scelto di mantenere il divieto per quanto riguarda tutte le competizioni nazionali, secondo loro nel rispetto dei principi costituzionali e legislativi di laicità nello stato francese.

Più che una difesa dei principi di laicità sembra una vera e propria discriminazione nei confronti di una religione in particolare. L'articolo 1 della costituzione francese recita: "La Francia è una repubblica indivisibile, laica, democratica e sociale. Essa assicura l’eguaglianza dinanzi alla legge a tutti i cittadini senza distinzione di origine, di razza o di religione". Questo provvedimento della Federazione francese non sembra essere per niente in linea con quanto scritto nella costituzione.

Non si difende certo la laicità di uno stato impedendo a qualcuno di rispettare le proprie tradizioni religiose. A questo punto ci si aspetta di vedere in Francia lo stesso atteggiamento restrittivo nei confronti anche delle altre religioni. Staremo a vedere.

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