Lo stadio di Reggio Emilia è di proprietà del Sassuolo: la protesta dei tifosi reggiani

Lo stadio di Reggio Emilia, di fatto di proprietà del Tribunale della città emiliana che lo aveva messo in vendita tramite asta giudiziaria, potrebbe avere un nuovo padrone che risponde al nome di Giorgio Squinzi, padre padrone del colosso Mapei e da qualche anno nome di primo piano anche del calcio italiano in quanto presidente del Sassuolo: ieri si sono aperte in Tribunale le buste per il passaggio di proprietà dell'impianto e dopo un paio di rilanci il patron dei neroverdi ha vinto il primo round per accaparrarselo mettendo sul piatto 3 milioni e 750 mila euro, una cifra troppo esosa per l'altra contendente, cioè la Reggiana del presidente Barilli; tra dieci giorni la seconda tornata di puntate ma dagli ambienti reggiani trapela la certezza che l'ex Stadio Giglio, dal 2012 rinominato Città del Tricolore (a cui oggi è stato affiancato il nome di Mapei Stadium), sarà a tutti gli effetti di proprietà del Sassuolo Calcio. Un'operazione che lascia soddisfatte tutte le parti in causa, le due società calcistiche e il comune, ma che invece scontenta, e non poco, i tifosi della Reggiana che in serata hanno diramato un duro comunicato di cui ripartiamo i passaggi più salienti (qui il testo integrale):

"Ed eccoci arrivati dove mai avremmo voluto e forse nemmeno immaginato di arrivare, ecco che lo stadio Citta del Tricolore, il primo Stadio di proprietà di una squadra di calcio, il NOSTRO stadio, passa nelle mani di uno sconosciuto imprenditore che grazie al vil denaro è riuscito a togliere anche questo ultimo motivo di orgoglio della nostra sportività. Sin dalle prime comparse della gestione Barilli abbiamo dimostrato il nostro disappunto in quanto mai si è avuto sensore che si trattasse di una impresa che avrebbe giovato alla Reggiana e ai suoi tifosi, ci siamo sempre opposti, soli e contro tutti, all'arrivo del Sassuolo nel nostro Stadio perchè nulla aveva di buono verso la Reggiana e i suoi tifosi. [...] Ancora una volta Reggio ha subito passivamente decisioni altrui, nessuno ha mai fatto nulla perché questo non accadesse ma si è lasciata portare via per l'ennesima volta qualcosa che aveva costruito a fatica e col sacrificio di tutti i tifosi, anche chi ha sottoscritto l'abbonamento pluriennale per quell'orgoglio di avere uno stadio di proprietà della propria squadra, che adesso è stato, nel disinteresse totale da parte di tutti coloro che avrebbero potuto fare qualcosa, svenduto [...]".

Pronta la replica della Reggiana che invita tutti i supporters granata a non demoralizzare; è presto detto il perché:

"Comprendiamo la grande delusione dei tifosi che - anche in ragione degli enormi sacrifici da molti di essi affrontati nel contribuirne alla realizzazione - si aspettavano che la Reggiana ne rientrasse in possesso. Abbiamo lavorato per tre lunghi anni con questo preciso obiettivo, probabilmente troppo bene, generando interesse da parte di altri investitori, purtroppo o per fortuna più forti finanziariamente di noi. Riteniamo, tuttavia, che possa essere opportuno - prima di cadere nello sconforto, o peggio, nella rabbia - capire quali siano in concreto le intenzioni del gruppo Mapei, che a oggi ha dimostrato di credere nel progetto territoriale che noi stessi stiamo promuovendo e che ha promesso di investire in modo importante sulla struttura e sulla collaborazione tra le due società, che già ora utilizzano l’impianto in un clima di massima collaborazione".

Fa sentire la sua, sempre a mezzo comunicato, anche il Gruppo Mapei che promette sinergie e cooperazione che produrranno benefici anche alla squadra reggiana:

"Mapei, aggiudicandosi l'asta giudiziaria per l'acquisto dello stadio, conferma il proprio impegno sul territorio reggiano portando avanti il progetto iniziato questa estate innanzitutto con la scelta di Reggio Emilia e successivamente con la titolazione della struttura e con i lavori di sistemazione dell’impianto. L'investimento sottolinea la continuità con il territorio non solo come Sassuolo, ma anche e soprattutto attraverso l'attività del gruppo Mapei, da diversi anni già operativo localmente con le sue unità produttive e commerciali in continua crescita. L'acquisto del Mapei Stadium può essere considerato un risultato importante non solo per il Sassuolo, ma anche per la Reggiana e per la città di Reggio Emilia. Con le migliorie apportate, il Mapei Stadium 'Città del Tricolore' si è dimostrato in grado di soddisfare le esigenze di entrambi i club di casa e di ospitare la nazionale italiana Under 21, oltre a eventi sportivi di rilievo come il Trofeo Tim. L'importante ulteriore investimento, confermato quest'oggi, garantirà una struttura all'avanguardia di cui continueranno a beneficiare le realtà sportive presenti e l'economia locale, e punterà a rendere lo stadio un luogo di aggregazione per la città, sempre più accogliente, sicuro e aperto a tutti gli appassionati di calcio e dello sport in generale. In questa prospettiva, continuerà ad avere un ruolo di rilievo la stretta collaborazione già avviata tra Sassuolo e Reggiana, che sarà rafforzata in modo importante secondo logiche di sviluppo e investimenti che verranno a breve condivise tra le due società e presentate agli organi di stampa appena possibile".

Intanto però i tifosi non intendono sentire ragioni e promettono manifestazioni di dissenso che vadano oltre la mera "condanna" a mezzo internet.

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