Rafa Benitez: freddo e calcolatore

Ha vinto una Coppa Uefa e due volte la Liga alla guida del “suo” Valencia, quindi si è trasferito a Liverpool per diventare il primo tecnico spagnolo alla guida dei Reds: Rafa Benitez, madrileno di 47 anni, al suo primo anno sulla riva del Mersey ha centrato subito l’obiettivo numero, la Champions League di 2

Ha vinto una Coppa Uefa e due volte la Liga alla guida del “suo” Valencia, quindi si è trasferito a Liverpool per diventare il primo tecnico spagnolo alla guida dei Reds: Rafa Benitez, madrileno di 47 anni, al suo primo anno sulla riva del Mersey ha centrato subito l’obiettivo numero, la Champions League di 2 anni fa. E ora ci riproverà, ancora contro il Milan, anche se il suo sogno rimane la Premier League!
Benitez in Italia? Non credo, sta bene in Inghilterra e poi vuole vincere la Premier” ha sentenziato Mauro Perderzoli, italiano e suo fido collaboratore al Liverpool, un passato da Direttore Sportivo nel Cagliari e nel Brescia. Con lui e con Eduardo Macia, ex DS del Valencia, Benitez si occupa del mercato, con un certosino lavoro fatto di ragionamenti e valutazioni tattiche e tecniche. Quest’anno i tre hanno scelto Agger, Kuyt e Mascherano.
L’argentino stava fallendo col West Ham, ma ci abbiamo creduto perché l’avevamo seguito molto tempo prima in Sudamerica” ha detto Pederzoli di Mascherano, seguitando poi a raccontare i retroscena che hanno portato agli acquisti degli altri due.

Dovevamo sostituire Carragher e Hyppia. Agger, che giocava nel Broendby, era in un pacchetto di nomi. Benitez me l’ha fatto seguire per un anno intero, anche in allenamento. Con lui tenevamo d’occhio anche Bonera. Ma a Rafa i difensori piccoli non piacciono. Parlammo di Cordoba un giorno, mi chiese l’altezza dell’interista cui sommò l’elevazione. Il conto faceva 2 metri e 35. Basta che Crouch salti trenta centimetri e Cordoba la palla non la vede più… Kuyt invece incarna i valori di Benitez, è il tipo di punta che preferisce, utile quando hai la palla, utilissimo quando non ce l’hai“.
Insomma nulla è lasciato al caso dalle parti di Anfield Road: e così, con un piccolo budget, il Liverpool si va a giocare la seconda finale di Champions in tre anni. Il giusto premio per un tecnico laureato (Scienze Motorie nel ’82), che ha fatto la gavetta (Valladolid, Osasuna e Extremadura) e che anche in viaggio di nozze, a Firenze, lasciò sola la moglie per parlare di calcio…

I Video di Calcioblog