Verratti firma per il PSG, continua la spesa pazza degli sceicchi

Il Paris Saint Germain continua, senza soste, la spesa in Italia. E' di poche ore fa la firma del centrocampista 19enne abruzzese che lo legherà al club parigino. Non sono ancora noti i particolari del trasferimento, ma nelle casse del club abruzzese dovrebbero essere finiti circa 12 milioni di euro. Dopo Lavezzi, pagato 30 milioni (bonus compresi) e Thiago Silva 42, il PSG abbassa la media dell'età con il talento pescarese. Allargando i confini del calciomercato la cessione di Verratti in Francia rappresenta, ad ogni modo, la perdita in Serie A di un altro giovane italiano interessante dopo il trasferimento di Borini al Liverpool.

Ora l'attenzione degli "sceicchi parigini" si sposta tutta su Zlatan Ibrahimovic per il quale ieri Raiola ha affermato ai microfoni di Sky: "Mancano i dettagli. Ci sono varie discussioni in ballo, piccole in apparenza ma in realtà grandi. Ibra è un giocatore importante in una squadra che in due anni sarà tra le più forti del mondo. Se firma vuol dire che ha accettato di andare via. Ho sempre detto che stava benissimo al Milan, poi arrivano queste grandi occasioni e si cerca di prenderle. Siamo qui per cercare di farle andare bene, altrimenti niente".


Marco Verratti - La Gallery Fotografica

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La montagna di soldi spesa da Nasser Al-Khelaïfi, Pdg del Psg e da Tamim bin Hamad al-Thani, di professione sceicco ereditario del Qatar, solleva l'annosa questione etica e del fair play finanziario. Nel triennio 2013-15, secondo le direttive impartite da Platini, il passivo di ogni club non potrà superare i 45 milioni, in quello seguente i 30 e poi il bilancio in equilibrio sarà obbligatorio. Le entrate economiche del PSG sono in costante aumento, va detto anche questo. Le parole (riportate da "La Stampa") di Frédéric Bolotny, economista dello Sport e membro della Direction nationale du contrôle de gestion della Lega, sottolineano come l'economia di questo club sia un caso "particolare":

"E' improbabile che i conti possano andare in equilibrio entro il ‘15, o anche solo rientrare nella soglia di tolleranza dell’Uefa. Anzi, più che improbabile, secondo me è impossibile. Allora è evidente che il Psg è un caso particolare. Dietro il calcio, c’è una strategia che non è solo sportiva ma anche politica, di cui fanno parte Al-Jazeera e i Mondiali del 2022 in Qatar. Il Psg non è un giocattolo degli sceicchi, che prima di fare investimenti del genere avranno ottenuto delle garanzie. Quindi credo che l’Uefa sarà inflessibile, e giustamente, sul fair-play finanziario, ma flessibile sulla sua applicazione, distinguendo fra chi fa investimenti seri e chi butta i soldi dalla finestra".

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