Ibra si presenta al PSG con il solito stile: "E' un sogno!"

E' un sogno che si avvera per Zlatan Ibrahimovic. Le testuali parole dell'attaccante svedese cozzano con le modalità di vendita con cui il Milan si è praticamente disfatto del calciatore suscitando l'ira del diretto interessato. Questa volta il mal di pancia è venuto prima al Milan, desideroso di far cassa a tutti i costi, ed ha contagiato anche Zlatan Ibrahimovic che, nonostante non sia molto abituato agli accantonamenti facili (di solito è lui a decidere quando e come cambiare squadre, detta le condizioni insieme al suo procuratore Mino Raiola), si è convinto della nuova destinazione.

Non poteva essere altrimenti perché al Paris Saint Germain Ibrahimovic percepirà soldi, tanti soldi, e per il semplice motivo che l'ex attaccante rossonero non è certo un tipo che si affeziona ai colori e ai tifosi di una squadra. "Caro Milan, sei messo male, ti serve un assegno?", disse qualche giorno fa carico di veleno. L'assegno, molto corposo, lo percepirà al PSG (si parla di 14 milioni di euro a stagione). Ibra e il sogno che si avvera:

"Vorrei ringraziare il Psg, per il gran lavoro fatto, hanno reso possibile qualcosa che sembrava impossibile. Finalmente sono un calciatore del Paris Saint Germain. Un altro sogno che si avvera. É un progetto molto bello e sono contento di farne parte. Sono arrivato in un Dream Team e faremo di tutto per vincere. Ci sono grandissimi calciatori, mi viene subito in mente Thiago Silva“.

Il saluto ed il ringraziamento al Milan:

"Sono state felice di arrivare al Milan, avrò sempre bei ricordi del Milan e di Milano. Mi hanno aiutato, hanno aiutato anche la mia famiglia. Sono stato molto felice lì. Ho una visione positiva di quella esperienza. Auguro loro tutto il meglio, sono un grande club e continueranno a vincere anche senza di me. In quei due anni ho dato il massimo. Non dirò nulla di negativo contro il Milan. Oggi sono qui. Questo è un nuovo capitolo della mia vita. Continuerò a dare il massimo, voglio vincere ancora tantissimo. Continuo a fare ciò che mi piace, cioè giocare a calcio.”

E infine la frecciata al calcio italiano in generale:

"Ciò che succederà in Italia da questo momento non è un mio problema, è un loro problema: certo che perdere due giocatori come me e Thiago rappresenta una grossa perdita per tutto il calcio italiano. Ma l'Italia è così: non si sa mai le persone che cosa vogliono fare. Sicuramente senza di noi il campionato di Serie A sarà più povero, con meno qualità. Sono arrivato in un dream team, una grande squadra fatta di campioni e voglio vincere tutto quello che si può vincere. Voglio divertirmi adesso facendo quello che mi piace di più: giocare al calcio e collezionare coppe. Negli ultimi giorni della trattativa avevo capito che si stava per chiudere, e ho provato a scappare un po' qua e un po' là ma la pressione mediatica intorno a quest'affare era molto forte, superiore a quella all'epoca del mio trasferimento dal Barcellona al Milan".

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