Il Verona in C dopo 64 anni

La città di Romeo e Giulietta quest’anno ha vissuto una stagione da incubo: prima il Chievo è sceso dalla A alla B, quindi il Verona che stasera non è riuscito a battere lo Spezia e dopo 64 anni è costretto a scendere in serie C. Lontani i fasti dello scudetto dell’85, ma lontane anche le

La città di Romeo e Giulietta quest’anno ha vissuto una stagione da incubo: prima il Chievo è sceso dalla A alla B, quindi il Verona che stasera non è riuscito a battere lo Spezia e dopo 64 anni è costretto a scendere in serie C. Lontani i fasti dello scudetto dell’85, ma lontane anche le stagioni di 4-5 anni fa quando il Verona aveva una fucina di campioni in rosa: il presente castiga l’Hellas che di sicuro punterà a risalire subito in serie B.
Ventura in attacco si affida alla coppia Da Silva (nella foto) – Nieto, con Ferrante lasciato in panchina; Soda cambia qualcosina rispetto all’11 del Picco, schierando Guzman e Do Prado sin dal primo minuto. La partita la fanno i gialloblu che come ovvio partono a mille per trovare l’agognata vittoria; proprio Da Silva è il primo che si rende pericoloso in ben due circostanze, ma Santoni fin dall’inizio lascia intravedere che è in serata di grazia. I liguri annaspano, i veneti non riescono ad affondare il colpo (occasioni per Cutolo, Pulzetti e Nieto) e solo al 40′ Guzman si fa vedere dalle parti di Pegolo.

Nella ripresa lo Spezia inizia ad intravedere l’obiettivo salvezza e spesso i suoi giocatori perdono minuti preziosi (per i padroni di casa) ricorrendo alle cure dei sanitari. Tuttavia il Verona, spinto da più di 20mila tifosi, non è domo e Ventura tenta anche la carta Ferrante; gli attacchi scaligeri sono però sempre meno veementi, anche se Sibilano prima, Ferrante poi e Babù infine tentato di trafiggere un Santoni in grandissimo spolvero. Alla fine è 0-0 ed è festa per i 2500 spezzini giunti a Verona. Lacrime e rabbia per i veronesi.

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