Il destino di Capello era segnato

È lo stesso presidente del Real Madrid, Roman Calderon, ha rivelare i retroscena dell’esonero di Fabio Capello. Il destino dell’ex allenatore dei Blancos era segnato già da febbraio stando alle parole del patron madrinista apparse su ‘As’: “A febbraio ho cominciato a rendermi conto che non era adatto ai gusti dei tifosi del Real Madrid,

È lo stesso presidente del Real Madrid, Roman Calderon, ha rivelare i retroscena dell’esonero di Fabio Capello.
Il destino dell’ex allenatore dei Blancos era segnato già da febbraio stando alle parole del patron madrinista apparse su ‘As’:

“A febbraio ho cominciato a rendermi conto che non era adatto ai gusti dei tifosi del Real Madrid, e che quindi dovevamo andare oltre. Abbiamo vinto il campionato, ma i buoni risultati li diamo per scontati. Noi vogliamo di più, ovvero lo spettacolo che diverta i nostri soci. L’unica cosa che voglio è che la gente esca felice dal Bernabeu, e ciò quest’anno non è successo.”


La disamina di Calderon continua:

“Contro il Levante il pubblico ha fatto la ‘panuelada’ per il nostro tipo di gioco, e ciò mi ha provocato delusione perchè ho capito che non avevamo fatto le cose bene. Se fossi stato un semplice socio del Real il fazzoletto lo avrei sventolato anch’io.
Il Madrid deve cercare sempre l’eccellenza e ciò che non ci è riuscito in questo campionato, dovremo cercare di ottenerlo nel prossimo. Ricordatevi che gli esperti hanno detto durante il torneo che il gioco del Real non era sopportabile.
Quando si parlava con Capello del futuro, Mijatovic mi raccontava che il nostro tecnico continuava a essere ossessionato con il concetto della difesa e che quello doveva essere il primo reparto ad essere rinforzato. Ma questo non va bene per il nostro progetto”.

Proprio parlando di futuro al Real Madrid non resta molto tempo in chiave mercato, mentre le dirette concorrenti stanno mettendo a segno colpi importanti.
Forse anche per questo, in attesa dell’ufficializzazione di Schuster quale nuovo tecnico, il Real si sta buttando con decisione su Chivu e Robben.

Senza dimenticare Kakà, come ricorda lo stesso Calderon nell’intervista concessa ad ‘As’:

“Kakà rimane un obiettivo difficile da centrare, però c’è un margine di possibilità. Non gettiamo la spugna e saremo vigili fino al termine dell’estate. Il giocatore ha già detto chiaramente che ha terminato il suo ciclo nel Milan e che vorrebbe andare a Madrid. Quindi vorrei arrivare ad un accordo con il Milan.
Del resto se Berlusconi dice che ha cento milioni per ingaggiare Ronaldinho, io ho lo stesso diritto di voler prendere un giocatore suo, e siamo disposti a pagarlo il giusto”.