Ufficiale, Inzaghi allenatore degli Allievi del Milan: le parole di SuperPippo

Come ampiamente preannunciato da calcioblog qualche giorno fa, alla fine Filippo Inzaghi ha appeso gli scarpini al chiodo per indossare la tuta di allenatore: era nell'aria da tempo, eppure le offerte per il micidiale attaccante piacentino non sono mai mancate, neanche alla soglia dei 40 anni; oggi era atteso un incontro, quello decisivo, tra il Milan e SuperPippo per capire se c'erano le possibilità di cominciare a lavorare con gli Allievi dei rossoneri e già in mattinata le parole di Ariedo Braida ("Inzaghi farà l'allenatore. Sicuro al 100%") facevano presagire a una fumata bianca. Che è arrivata nel pomeriggio con un comunicato ufficiale da Via Turati:

"A.C. Milan comunica che Filippo Inzaghi è il nuovo allenatore della squadra Allievi Nazionali. Ha firmato un contratto fino al 30/6/2014. Al grande Pippo il più affettuoso augurio di buon lavoro".

A caldo ha parlato il responsabile del settore giovanile milanista, l'ex difensore Filippo Galli che ha spiegato a MilanNews.it i retroscena che hanno portato l'ormai ex goleador a guidare i ragazzi del Diavolo:

"Era convinto della cosa ma probabilmente fino al momento della firma doveva ancora calarsi nei panni dell'allenatore. Forse era combattuto sul continuare a giocare o meno. Ha vinto la ragione perché così si è reso conto che era il momento giusto per intraprendere una nuova carriera lasciando da trionfatore il calcio giocato. Comincia una nuova vita e, a mio modo di vedere, inizia ad allenare ad un'età ragionevole visto che ad alti livelli stanno allenando tecnici in linea con la sua età. Cosa può dare Pippo dalla panchina? Indubbiamente la sua professionalità e la maniacalità negli allenamenti. Avrà un grande entusiasmo e anche quando ha preso la decisione aveva una luce particolare negli occhi. Mentre firmava aveva già fame di campo. Può portare grande entusiasmo anche nei ragazzi che saranno sicuramente più stimolati nell'allenarsi".

Ma lui, il diretto interessato, cosa ha detto alla fine di questa decisione agrodolce (dolorosa eppure esaltante)? All'uscita della sede milanista, dopo la firma sul contratto da allenatore, Inzaghi è stato un fiume in piena:

"Sono felice, ho amato tantissimo quello che ho fatto ma oggi dico basta alla carriera da giocatore. Si apre una nuova avventura, era difficile andarmene dal Milan. Ci tengo a ringraziare le società che mi hanno offerto di giocare ancora, proprio oggi è arrivata un'offerta dall'Inghilterra e mi ha fatto pensare molto però alla fine ho pensato che il legame che c'era col Milan dovesse proseguire per tanti motivi. Ora si apre un nuovo capitolo della mia vita. Ho sognato di vincere la Champions con la maglia del Milan, chissà se ora posso vincerla anche da allenatore, come ha fatto Ancelotti. Questo ora è il mio sogno. Quando ho iniziato a giocare speravo di vincere la Champions da giocatore, e ci sono riuscito, ora spero di farlo da mister. Il mio futuro è legato a questa maglia e a questi colori che mi hanno dato tantissimo, ed era difficile vedermi con un'altra casacca, sarà una nuova esperienza".

Per Inzaghi, come risaputo, non sono stati giorni facili:

"E' stata dura decidere, anche le cose belle hanno una fine. Se avessi fatto una sceneggiatura l'avrei scritta proprio così, segnare l'ultimo gol della mia carriera proprio nello stadio con la mia gente, allora ho pensato che nella vita ho vinto tutto e non valeva la pena andare ancora in giro a 39 anni. Ho avuto questa grande occasione da parte del Milan, oggi mi ha fatto 2 anni di contratto e significano tanto perché mi legano due anni da allenatore in una società che mi vede sulla panchina della prima squadra. Una decisione presa con la testa perché il cuore non mi avrebbe fatto smettere nemmeno a 60 anni. Insegnare la passione ai giovani è una cosa bella, ho grande entusiasmo, partirò per Pinzolo (il prossimo 16 agosto, ndr) con dei giovani che vogliono diventare grandi giocatori. Ho le caratteristiche giuste per poter insegnare. Da oggi si parte da zero, non voglio correre troppo. Bisogna dimenticare tutto quello che ho fatto da calciatore adesso si apre un nuovo capitolo della mia vita. Mi auguro di rivivere le stesse emozioni da giocatore".

Quando si entra nello specifico (tattica, metodi, ispirazione. sogni), Inzaghi non si tira indietro e spiega:

"Ancelotti è il mio modello però dovrò cercare di essere me stesso. Insegno ai giocatori di impegnarsi e dare tutto per la maglia, come ho fatto da atleta. Il modulo? Bisogna vedere le caratteristiche dei giocatori che ho, e alla loro età devono saper trattare la palla e divertirsi. Una sfida contro mio fratello? Sarebbe il massimo trovarsi nelle fasi finali uno contro l'altro. Simone da due anni sta facendo bene e mi darà dei consigli, sono alle prime armi e devo imparare molto. Il mercato del Milan attuale? Quando ci sono Berlusconi e Galliani siamo tutti in buone mani. Ai tifosi del Milan dico che è stato bellissimo, spero di trovarmi tra qualche anno sulla panchina di San Siro per nuovi successi insieme".

Foto | © TMNews

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