Chiellini alza la voce

Questione di figli della gallina bianca o, più realisticamente, una uscita fuori luogo di un giovanotto di 23 anni? Le parole di ieri in conferenza stampa che ha pronunciato Chiellini sanno di “pipì fuori dal vaso”, non fosse altro perché ha giocato con i concetti non sapendo alla fine nascondere quello che chiedeva: più soldi.

Questione di figli della gallina bianca o, più realisticamente, una uscita fuori luogo di un giovanotto di 23 anni? Le parole di ieri in conferenza stampa che ha pronunciato Chiellini sanno di “pipì fuori dal vaso”, non fosse altro perché ha giocato con i concetti non sapendo alla fine nascondere quello che chiedeva: più soldi.
L’anno scorso abbiamo dato tanto e tante persone, purtroppo, adesso non sono ricompensate come magari credevamo fosse” la prima stoccata di Giorgio alla società, in barba al famoso detto “i panni sporchi si lavano in casa”, una dichiarazione che tira in ballo anche altri giocatori juventini evidentemente scontenti di chissà quale trattamento. Ma siamo solo all’inizio di una serie di esternazioni di indubbia eleganza: “Stiamo dando il massimo ma sicuramente siamo in attesa di un incontro con la società; e di essere trattati come sono trattate altre persone. Sono stati fatti dei rinnovi per i giocatori importanti e sono in attesa anch’io di avere un confronto: spero che possa essere fatta la stessa cosa anche per me” ha continuato il difensore, ribadendo il concetto della pluralità e alludendo ai big che, alzando la voce, hanno ricevuto un adeguamento del contratto (quello di Chiellini scade nel 2011).

Se si vuole puntare su di me, io sono la persona più contenta del mondo, perché il mio obiettivo è di rimanere qui e di rimanerci a lungo; se non sono più gradito o se devo essere una seconda o terza scelta, anch’io ho il mio mercato. Ho molte richieste e, mio malgrado, sarei costretto a guardarmi intorno” ha detto in scioltezza il fluidificante. Questione solo di pecunia? Nooo! Almeno secondo quanto poi rettifica: “Mi aspetto di essere considerato da parte della società e dal mister un giocatore importante perché l’adeguamento è qualcosa che può anche venire in un futuro, non è una cosa che mi aspetto subito. Però se non c’è la volontà di puntare su di me, penso che la cosa non può andare avanti; tutto dipende da quanto uno riesce a stare in campo: un conto è fare il 60-70 per cento delle partite, un conto il 30. Chiaro, per il 30, non ne vale la pena” ha infine concluso, alludendo a una scarsa fiducia che sente intorno a lui, come se non sapesse che quel 70% di partite Giorgio Chiellini l’anno prossimo le disputerà e che è da tutti considerato un titolare juventino.
La diplomazia dei giocatori è spesso criticata, ma lo scriteriato modo di mettere il puntino sulle i in conferenza stampa è forse ancora più deplorevole: se un ragazzo dell’84 che gioca titolare nella Juventus alza la cresta e fa lezioni alla società, beh, che iniziasse a fare le valige…