I dubbi di Bonucci: anche il difensore verso il patteggiamento?

Fin dalla notizia dei deferimenti dei tesserati della Juve era apparsa molto probabile la soluzione, seppur dolorosa, del patteggiamento, almeno per Antonio Conte e Simone Pepe. Poi oggi Tuttosport ha parlato di certezza, almeno per quanto riguarda l'allenatore, che dovrebbe farsi da parte per tre mesi per tornare il 1 novembre, più o meno lo stesso destino che attenderebbe Pepe. Diversa invece la situazione di Bonucci, il difensore è accusato di illecito sportivo e rischia fino a tre anni di squalifica.

Fino a qualche ora fa sembrava quasi sicuro che il giocatore fosse intenzionato a dimostrare la sua innocenza, a costo di rischiare di uscire da questa storia con le ossa rotte. La sua difesa può contare su un paio di jolly: le testimonianze di Gianni Carella e Fabio Giacobbe, due indagati attendibili, che con le loro testimonianze hanno screditato molto Andrea Masiello, in riferimento a Udinese - Bari quando il difensore aveva suggerito ai due un 2-2,non fidandosi giocarono solo l'over, lasciando perdere il risultato esatto che poi non si verificò; la seconda carta da giocare riguarda la sua posizione nel processo di Bari dove Bonucci non è indagato ed è stato ascoltato solo come persona informata dei fatti.

Nonostante ciò non sembrano esserci molte garanzie sull'esito del processo e resta alto il rischio di un lungo stop che potrebbe significare molto probabilmente fine della carriera. A 25 anni e con un futuro radioso davanti Bonucci non può permettersi questo rischio e allora, come rivelato da Sky Sport questo pomeriggio, si sta facendo largo l'idea del patteggiamento anche per l'ex Bari. Secondo l'emittente satellitare la società bianconera punterebbe ad ottenere un anno di squalifica, una sanzione comunque dura ma sicuramente migliore rispetto allo spettro dei tre anni.

Verosimilmente i legali di Bonucci punteranno a far derubricare il reato di tentato illecito sportivo, cercando di ottenere anche per il loro assistito l'accusa di omessa denuncia, a quel punto la strada del patteggiamento sarebbe sicura. Resta l'assurdità della vicenda, tre tesserati chiamati in causa dalle testimonianze di questi famosi, quanto discutibili, pentiti si trovano obbligati a scegliere una strada, quella del patteggiamento, che in qualche modo li marchierà per l'intera carriera, non perché stanno ammettendo le loro colpe, semplicemente perché non avrebbero la possibilità di difendersi e quindi hanno come unica possibilità quella di scegliere il male minore.

Foto | © TMNews

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