Aggressione a Palazzi, arriva la smentita ufficiale, non è mai successo

Stefano Palazzi, procuratore federale e grande accusatore di Antonio Conte, sarebbe stato aggredito verbalmente a Maiori da un gruppo di tifosi della Juventus.
Secondo la FIGC questa notizia sarebbe destituita di qualsiasi fondamento. Avevamo avanzato dei dubbi, per via della fonte, ma secondo la Federazione sarebbe tutto falso. Nessuna contestazione né tanto meno nessuna aggressione. Le forze dell'ordine non avrebbero avuto alcun motivo di "proteggere" il Procuratore Palazzi. C'è da sottolineare che su un forum di tifosi juventini un utente, protetto dall'anonimato, aveva invece confermato la circostanza. Ovviamente non possiamo che dare per buona la smentita ufficiale in assenza di ulteriori riscontri.

La notizia dell'aggressione

Palazzi scherza su Antonio Conte, scatta l'aggressione dei tifosi juventini

Stefano Palazzi ha subito un tentativo di aggressione da parte di un gruppo di tifosi juventini a Maiori, la splendida località di mare nella quale il Procuratore Federale ha una residenza estiva. Il capo della Procura della FIGC stava trascorrendo un week end di riposo in attesa di giorni molto impegnativi per lui con la seconda tranche del processo sportivo legato allo scandalo del Calcioscomesse, la parte che riguarda fra gli altri anche Antonio Conte, Leonardo Bonucci e Simone Pepe, rispettivamente allenatore e giocatori della Juventus.

Secondo la ricostruzione fornita da un sito di news locale Palazzi si intratteneva con un gruppo di conoscenti all'esterno di un Bar, nel parlare con loro si sarebbe lasciato scappare una risata quando spiegava ad alta voce che Conte avrebbe preso almeno sei mesi di squalifica. Come noto l'allenatore della Juventus, in accordo (probabilmente forzato) con la società starebbe cercando il patteggiamento proprio per non patire più di 3-4 mesi di stop, ma sarebbe stato il tono di Palazzi a far esplodere la rabbia di alcuni tifosi bianconeri che hanno assistito alla scena.

Sono cominciati a volare insulti all'indirizzo di Palazzi, accusato di essere "amico" di Moratti e di voler strumentalmente tentare di affossare "in nome e per conto di terzi" la squadra bianconera colpendo il suo allenatore sulla base delle contraddittorie dichiarazioni del pentito Filippo Carobbio, testimone a cui nemmeno lo stesso Palazzi crede.

La situazione sarebbe stata ad un passo dal degenerare, il Procuratore è stato costretto a rifugiarsi nel locale protetto dai suoi amici, ma il numero crescente di sostenitori bianconeri accorsi intanto sul posto ha consigliato l'intervento della Polizia che lo ha scortato fino alla sua residenza. Il gruppo di contestatori si sarebbe così radunato per continuare a lanciare insulti ed improperi all'indirizzo dell'inquirente prima di disperdersi pacificamente.

Mancano conferme ufficiali alla notizia, ma ad ogni modo il solo fatto che questa ricostruzione sia in qualche modo "plausibile" dimostra che la rabbia serpeggia negli ambienti dei sostenitori bianconeri. A differenza del periodo di Calciopoli, quando erano molti anche fra i tifosi juventini a comprendere il clima colpevolista nel quale vennero pronunciate le sentenze, è evidente che la situazione ora sia molto diversa.

Conte, ed in subordine Bonucci e Pepe, appaiono dei "martiri", messi alla gogna sulla base di rivelazioni fumose e prive di riscontri dalla giustizia sportiva. Qui non ci sono intercettazioni che sostengano in qualche modo la tesi della correità dei loro idoli, la reazione di questo gruppo di persone va inquadrata in questo contesto. La nostra solidarietà va in ogni caso al Procuratore Stefano Palazzi: la scarsa stima per la qualità del suo lavoro non autorizza nessuno a passare alle vie di fatto, la violenza verbale, come quella fisica va condannata.

Lui è soltanto l'inquirente, rappresenta l'accusa, dovrebbe essere la parte giudicante a correggere eventuali storture presenti nelle sue conclusioni.

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