La classifica delle squadre che simulano di più al Mondiale: Brasile primo

La classifica delle simulazioni al Mondiale

Quante volte abbiamo apostrofato duramente un calciatore perché stava fingendo un infortunio per perdere tempo, per indurre l'arbitro ad ammonire l'avversario, o semplicemente per farsi spruzzare lo spray miracoloso sulla parte "colpita"? Non sono immuni dalle simulazioni neanche i calciatori che partecipano al Mondiale in Brasile, nonostante gli occhi di miliardi di spettatori puntati sull'evento. Il Wall Street Journal ha pubblicato una particolare classifica in cui vengono conteggiati i finti infortuni e i minuti persi per i soccorsi. Ebbene, al primo posto troviamo proprio il Brasile (con 17 "finti infortuni", di cui ben 5 con Neymar protagonista) che in squadra può contare sulle grandissime giocate di Neymar, ma anche sui suoi tuffi teatrali che l'hanno reso celebre.

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Al secondo posto c'è il Cile che durante la partita con la Spagna vinta per 2-0 ha usato moltissimo la tattica dell'infortunio immaginario. In terza posizione l’Honduras con 15 infortuni. Gli honduregni, però, sono rimasti più a terra di tutti: ben sette minuti e quaranta secondi a rantolarsi a terra, dei quali oltre cinque minuti unicamente nel primo tempo contro la Francia, ancora sullo 0-0 (la partita terminò 3-0 per la Francia). In ultima posizione c'è la Bosnia. La Nazionale esordiente al Mondiale ha usufruito di soli 24 secondi in tre partite a simulare infortuni, in due occasioni. L'Italia? Almeno in questa classifica facciamo una figura dignitosa con soli sette non-infortuni che valgono il ventiquattresimo posto.

Dei nove giocatori trasportati fuori in barella in queste partite, cinque sono tornati in campo in meno di 90 secondi. Un altro dato che dovrebbe far riflettere la Fifa: 302 volte in questo Mondiale i giocatori sono rimasti a terra accusando o fingendo dolore e solo in 9 circostanze, però, al presunto infortunio è seguita la sostituzione forzata di un giocatore. Negli altri 293 casi il giocatore ha continuato la partita. 293 interruzioni che equivalgono a 118 minuti e 21 secondi di gioco. Anzi, di non gioco.

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