In pieno ciclone per le falle nell’organizzazione dei Mondiali di Brasile 2014, ma soprattutto per le presunte mazzette nell’assegnazione della coppa del Mondo 2022 al Qatar, Joseph Blatter ha rilasciato una lunga intervista al sito ufficiale della Fifa. Il numero uno del calcio mondiale ha toccato diversi argomenti, facendo il punto sui Mondiali in corso di svolgimento, non lesinando una stilettata all’Italia. Il punto più importante dell’intervista, però, è quello relativo alla moviola in campo: clamorosamente, Blatter ha aperto all’utilizzo della tecnologia durante le partite, dopo aver sperimentato in modo positivo già la “Goal Line Technology” proprio in Brasile.

Una vera e propria rivoluzione, quella annunciata da Blatter a poche ore dall’inizio degli ottavi di finale di Brasile 2014. Promuovendo la nuova tecnologia che in Francia-Honduras ha consentito di assegnare nel giro di pochi secondi un gol-fantasma a Karim Benzema, il presidente Fifa preannuncia l’arrivo della moviola in campo:

“Servirà per dare più aiuto agli arbitri, più giustizia alle partite. Concederemo agli allenatori la possibilità della chiamata tecnica. Ce ne potranno essere – annuncia – , diciamo, due per tempo. La contestazione potrà avvenire a gioco fermo. Non sarà ovviamente possibile quando il pallone è in gioco. A partita ferma, prima che il pallone venga di nuovo messo in gioco, il tecnico può fare la sua contestazione. Ad esempio, chiedere di verificare se è rigore o no. Se è fallo o no. Se il fallo è stato fuori area o dentro. L’allenatore potrà chiedere all’arbitro la visione del monitor. Non sarà nulla della Fifa, ma del circuito televisivo, per controllare se la decisione va corretta o meno”.

Quanto allo sbarco della tecnologia nel calcio, Blatter afferma di essersi convinto nel 2010, quando ci fu il famoso gol-fantasma di Lampard clamorosamente non visto dall’arbitro, né dagli assistenti.

“Nel Mondiale del 2010 vidi quel tiro di Lampard… quella volta mi convinsi che avevamo bisogno della tecnologia e adesso abbiamo bisogno di fare un altro passo avanti”.

Certo che dalla constatazione di una criticità, all’individuazione della soluzione sono passati ben 4 anni… Meglio tardi che mai, comunque, e in Brasile si sono già visti importanti risultati grazie alla Goal Line Technology. Una grossa mano agli arbitri, l’ha data anche l’utilizzo dello spray per i calci da fermo e le barriere:

“Quando parlai dello spray per la distanza sulle punizioni, mi derisero: dicevano, che cos’è questa cosa? Ora tutti lo accettano. E’ un’ottima cosa. I giocatori la rispettano. Quando c’è un fallo, l’arbitro ottiene il rispetto della corretta distanza, mentre prima il pallone veniva sempre spostato”.

Quanto all’eliminazione della nazionale italiana al primo turno, Blatter critica duramente l’impostazione tattica di Cesare Prandelli, accusato senza mezzi termini di difensivismo:

“Lo spirito offensivo, il gioco d’attacco condiviso da tutte le squadre è una cosa molto buona. Le squadre sanno che per migliorare nella classifica Fifa devono cercare di segnare. Chi si limita ad aspettare perde. Guardate che cosa succede alle squadre europee, ad esempio agli italiani. Aspettano, aspettano e vengono eliminati”.

Ovviamente, Blatter non poteva esimersi da un commento sul morso di Suarez a Chiellini e alla conseguente squalifica esemplare nei confronti dell’attaccante uruguayano:

“Sto combattendo per il fair-play dentro e fuori dal campo, specialmente dentro. Non tocca a me discutere una decisione presa da sette giudici. Però è chiaro che hanno preso in considerazione il passato di un giocatore che era già stato punito per lo stesso problema. Non posso dire se la punizione è troppo severa o troppo lieve. Posso solo dire – conclude – che l’ha presa un organo indipendente”.

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