Treviso contro Tosel

Ovviamente il titolo è solo simbolico e serve a sintetizzare quello che è accaduto martedì 11 settembre in seguito alle decisioni del giudice sportivo dopo la domenica di campionato. La società veneta si è vista appioppare una multa di ben 15.000 euro, più del 50% dell'incasso, per cori razzisti durante la partita contro il Chievo persa per 1 a 0.
Il giocatore che avrebbe subito questi insulti è il brasiliano Luciano, il fatto sarebbe accaduto nel momento in cui il giocatore è stato sostituito.
Ma la secca smentita dei trevigiani si basa proprio su questo, sul fatto che in realtà i tifosi stessero fischiando e non "ululando" semplicemente per sottolineare l'eccessiva flemma con la quale il veronese stava lasciando il campo in un momento della partita che vedeva la squadra di casa spingere per agguantare il pareggio.

La società in una nota si dice rammaricata per quanto accaduto dal momento che anche in passato da quelle parti ci sono stati problemi del genere e proprio la recidività sarebbe una delle motivazioni addotte da Tosel nella sua sentenza.
Anche il centrocampista Scaglia conferma la versione ufficiale ribadendo quanto scritto nella nota ufficiale e aggiunge anche un piccolo dettaglio. Il trevigiano infatti sostiene che Luciano a fine primo tempo sarebbe passato sotto la curva locale e avrebbe guardato con aria di sfida i tifosi e non contento a fine partita sarebbe stato proprio lui a far notare all'arbitro, affinché fosse messe a referto, il dubbio comportamento del pubblico.

Il Treviso conclude il suo comunicato sostenendo che è sbagliato strumentalizzare in queste circostanze perché i problemi in questo modo si ingigantiscono invece di essere risolti. Opinione più che condivisibile, soprattutto se si tratta, come sembra, di un grossolano errore.

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