Il Malaga è in vendita: i motivi che hanno spinto lo sceicco a lasciare



Alla Rosaleda non ridono già più e chissà che questa notizia non inquieti anche i tifosi di Manchester City e Paris Saint Germain: Abdullah bin Nasser bin Abdullah Al Ahmed Al Thani, 45enne imprenditore qatariota, ha deciso di vendere il Malaga. Non solo, prima di farlo vuole anche smantellarlo anche se a suo dire lo farebbe per renderlo più economico per eventuali acquirenti (dopo aver risanato il bilancio e disfattosi dei top-player dall'ingaggio esoso). Ma cosa è successo in Costa del Sol? Cosa non ha funzionato? Uno sceicco si è stufato del suo giocattolo prima del previsto o c'è dell'altro?

C'è dell'altro, come ovvio. Lo stesso Al Thani pochi giorni fa ha puntato il dito contro le istituzioni cittadine che a suo dire lo avrebbero "profondamente deluso". Patti taciti, gentlemen's agreements e promesse da marinai, il guazzabuglio è intricato e difficilmente comprensibile (e il calcio, in questo intrigo, era solo una parte marginale): pare che al qatariota era stato promesso non solo di fare un nuovo stadio, ma anche un hotel a Marbella e il rifacimento di parte del porto cittadino. Quando ha visto che tutto ciò non gli era possibile, ha cominciato a non pagare gli stipendi ai tesserati.

Così il Malaga è sì arrivato quarto in Liga e si appresta a giocare i preliminari di Champions, ma non è escluso che per le inadempienze economiche del suo presidente a presentarsi ai nastri di partenza ci sarà l'Atletico Madrid di Simeone, arrivato quinto. Intanto è cominciato il disfacimento: il direttore sportivo Fernando Hierro, fiutato l'andazzo, aveva già abbandonato la barca a maggio; Manuel Pellegrini, il tecnico cileno, è stato messo alla porta e una sfilza di giocatori stanno per essere venduti (quando va bene, altrimenti svenduti è il termine più appropriato) un po' qua e un po' là.

E pensare che dall'estate 2010, quanto Al Thani ha cominciato a far ingolosire i tifosi dei Boquerones, sono stati spesi qualcosa come 75 milioni di euro per comprare giocatorini niente male: Julio Baptista (Roma), Enzo Maresca (Olympiakos), Martin Demichelis (Bayern Monaco), Ruud Van Nistelrooy e Joris Mathijsen (Amburgo), Diego Buonanotte (River Plate), Joaquín e Isco (Valencia), Santi Cazorla (Villarreal), Jeremy Toulalan (Lione) e il portiere Idriss Kameni (Espanyol). Tutti con le valigie pronte (per Cazorla siamo ai dettagli per il suo passaggio all'Arsenal), in diaspora tra Russia, Turchia e altri campionati ancora più esotici.

Ma alla fine che ne sarà del Malaga? La situazione è critica e anche gli investitori volteggiano sulla squadra senza però affondare; di offerte ce ne sono state un paio, anche se quella di Rezart Taçi, petroliere albanese a caccia di pubblicità più che di una squadra di calcio (si era messo in mostra anche col Bologna quando trattava coi Menarini senza concludere alcunché), è stata prontamente smentita (si è sentito dire che aveva offerto 100 milioni). Si parla di una cordata russo-ucraina e Marca aggiunge che entro venerdì, cioè domani, si avranno alcune risposte. Ma il quadro rimane nebuloso e il futuro malagueno è ignoto ai più.

Ma una considerazione personale finale vorrei farla. Al Thani non è uno sceicco "stupido" o "senza soldi" come si è letto: anzi, forse a differenza dei suoi "colleghi" è fin troppo furbo.

Foto | © TMNews

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