23ª giornata – Parma dominato dalla Roma

E così è andata come doveva andare: la schiacciasassi di Spalletti ha rullato l’undici gialloblù con un sonoro 3-0 e ha raggiunto il fatidico obiettivo della settima vittoria consecutiva, lasciando ai parmigiani l’ingrato compito di presentarsi al Delle Alpi questa sera con un solo punto[…]

E così è andata come doveva andare: la schiacciasassi di Spalletti ha rullato l’undici gialloblù con un sonoro 3-0 e ha raggiunto il fatidico obiettivo della settima vittoria consecutiva, lasciando ai parmigiani l’ingrato compito di presentarsi al Delle Alpi questa sera con un solo punto sulla terzultima e con la prospettiva poco rassicurante di giocarsi tre punti di platino domenica prossima in casa con l’Ascoli. Per quanto visto in campo, la vittoria dei giallorossi ci sta tutta e non ci si può che togliere il cappello e inchinarsi davanti allo strapotere fisico e tattico (bravo Spalletti!) prima ancora che tecnico di Totti e soci.
Eppure… eppure… passato il primo tempo a reti bianche, il pubblico del Tardini aveva fatto la bocca al pareggio, anche perché a fronte di un predominio territoriale dei capitolini, era stato Bresciano ad avere la palla dell’1-0 meravigliosamente imbeccato da Morfeo con una magia delle sue, ma l’italo-australiano si era impappinato davanti all’uscita decisa di Doni, non trovando la lucidità per scavare la palla con un tocco sotto per scavalcare il portiere giallorosso.
Dopo l’uno a zero di Mancini (e qui la dea bendata ci ha messo del suo, concedendo ben tre conclusioni in dieci secondi alla Roma), il palo di Fernando Couto ha chiarito subito che non era serata, così dopo il raddoppio dello scatenato esterno brasiliano il Parma è sparito dal campo e ha lasciato le quattro stelle dell’attacco giallorosso a divertirsi fino al terzo sigillo firmato Perrotta.
Al Parma resta qualche mugugno e qualche mea culpa da recitare. I mugugni sono relativi a una manata di Mexès a Cardone sullo 0-0 che, fosse stata vista da uno degli ufficiali di gara, poteva costare caro al difensore francese. I mea culpa li devono recitare soprattutto Bresciano che ha fallito il gol dell’1-0 che avrebbe indirizzato la gara diversamente; l’intero pacchetto difensivo (tutto ammonito) che si è fatto colpevolmente infilare in occasione degli ultimi due gol della Roma; e soprattutto Mario Beretta.
Il tecnico, infatti, dopo avere raccolto le prestazioni migliori e i risultati più confortanti con il doppio trequartista, è tornato a un più coperto 4-4-1-1 proprio nella gara in cui avrebbe potuto sfruttare l’uomo in più in mezzo al campo concesso da Spalletti. Se poi l’intento era quello di bloccare i giallorossi sulle fasce, è miseramente fallito anche a causa della cattiva giornata di Bresciano, mentre Marchionni ancorato sulla fascia destra per più di un’ora non ha potuto esprimere il suo estro a tutto campo come di consueto.
Discutibile, poi, la scelta di Bonera a sinistra (in evidente disagio) e Couto in mezzo: il portoghese, al di là del palo colpito, è sembrato sempre in difficoltà e tragicamente assente in occasione di ogni gol della Roma. Addirittura suicida, infine, pensare di ribaltare la partita con il semplice inserimento dell’acerbo Ruopolo, lasciando ancora una volta ragazzi motivati ed energici come Dessena e Cigarini a marcire in panchina. La squalifica di Fabio Simplicio darà finalmente a questi ragazzi l’occasione di mettersi in mostra?