Calcioscommesse - Diretta Processo: no al patteggiamento per Bonucci e Pepe

Eravamo rimasti alle richieste di pena di Palazzi nella giornata di ieri. Le più importanti: per Bonucci e Pepe il Procuratore chiede rispettivamente 3 anni e mezzo di squalifica per il difensore e 1 per l'esterno, per Salvatore Masiello (autore della telefonata a Pepe per proporre la combine rifiutata, secondo l’omonimo Andrea) 3 anni e 6 mesi, per il Lecce (retrocessione in Lega Pro e -6 punti). Qui tutte le altre richieste di pena formulate nella giornata di ieri.

Per il quarto e ultimo giorno di processo, dopo i patteggiamenti di ieri, restano 14 posizioni a dibattimento. Ad esclusione di Giuseppe Vives, che si è difeso ieri, oggi sarà la volta dei tesserati Bellavista, Belmonte, Bentivoglio, Bonucci, Di Vaio, Guberti, Salvatore Masiello, Daniele Padelli, Simone Pepe, Daniele Portanova, Pierandrea Semeraro, e dei club Bologna, Lecce e Udinese.

In mattinata la prima difesa di Daniele Portanova: "Sono con Marco per quanto detto sulla famiglia.Ho rispettato il dottor Palazzi ma mi ha dato fastidio per quanto detto sul mio incontro in Piazza Maggiore. sono sempre stato un esempio per tutti, per i ragazzi giovani. Ora sto lottando per la mia carriera e per la mia famiglia, solo per quanto detto da altri. Io credo nella giustizia, sono innocente. Da oggi fino a che non uscirà la verità lotterò in tutte le sedi". Chiede Artico: "Ha qualcosa da aggiungere rispetto a quanto detto in procura federale". La risposta del difensore: "Rispetto a Bari e a Roma, non ho nulla da aggiungere, quella è l'assoluta verità". Portanova aveva ammesso i due incontri con i Masiello Boys ma al primo sospetto di un loro tentativo di combinare Bologna-Bari, troncò il discorso avvertendo i suoi compagni nello spogliatoio di stare attenti a qualsiasi proposta sospetta.

Subito dopo è il turno di un emozionato Marco Di Vaio: "Sono emozionato perché mi sto giocando una delle partite più importanti della mia vita se non la più importante. C'è una sola certezza, se non il fatto che ho giocato con Andrea Masiello per sei mesi a Genova. Lui non fa mai riferimento a me in questa situazione, e poteva chiamarmi tranquillamente perché ha il mio numero di telefono, non hmi ha mai contattato e non ha mai fatto riferimento a me. Le parlo di certezze, perché finora da quanto ho sentito dire da Palazzi ho notato solo dubbi, si parla di verosimile, non lo posso accertare. Io vi chiedo solo certezze, sono un papà di famiglia, devo rendere conto alla mia famiglia e ai miei datori di lavoro. Se devo smettere la mia carriera devo ricevere certzze e verità. Smettere di giocare al calcio, che è la mia vita, sarebbe qualcosa di logorante per me. Non dubbi e accuse basate sul verosimile, solo perché ero capitano e dovevo decidere per altri 18 giocatori. Avere una colpa solo per essere capitano, mi sembra inverosimile. Palazzi in questo momento ha soltanto dubbi. Soltanto questo, scusate, grazie".

ore 12.00. Pepe e Bonucci. I due juventini A quanto risulta i due juventini avrebbero chiesto di derubricare l'illecito in omessa denuncia, ma la procura al momento non ne vuole sapere: si smonterebbe il castello accusatorio di Palazzi. E' sempre Udinese - Bari il cardine del castello accusatorio. L'avvocato Luigi Chiappero, difensore di Bonucci e Pepe, studia attentamente il fascicolo prima di fare nuove proposte a Palazzi.

Più tardi è il turno di Bologna-Bari e dell'avvocato Mattia Grassani: «Secondo voi, se la prova contro Portanova è quella di telefonare a un compagno, con cui non si parla mai e non ci sono rapporti, sembra un fatto inverosimile. in pochissimi minuti Portanova chiama proprio il suo capitano, confezionando la proposta e la risposta del capitano che rifiuta la proposta. Ma se non ci si sente da mesi, quantomeno la telefonata durerà alcuni minuti, per convenevoli, o anche per giustificarsi a seguito del diniego di Di Vaio, tipo 'oh, scusa, ho sbagliato, non dovevo chiamare te...'. La procura federale non ha ipotizzato nemmeno schede alternative, skype, ecc. Non è una cronologia compatibile con la costruzione dell'accusa. Ci sono però due elementi che rendono insuperabile la vostra pronuncia di proscioglimento. Il primo è il risultato finale, se Palazzi dice che questa gara è scevra da utilità di classifica visto che entrambe le squadre non avevano più interessi. Ma Giacobbe parla di 1-1 primo tempo e vittoria del Bari nel secondo. Carella dice invece 1-1 primo tempo e 3-1 per il Bari nella ripresa. Le quotazioni della vittoria del Bari erano a 6, e non è vero che il risultato era indifferente, e si contraddice con la ratio di questi soggetti scommettitori. Il secondo principio: c'è circolazione di denaro tra il proponente e il ricevitore della proposta. Ora, mi dovete dire dove Portanova avrebbe connvenuto una contropartita. Non c'è il prezzo. I baresi vengono a Bologna, veri taroccatori delle partite, contattano Portanova e non discutono di soldi? Che motivo avrebbe avuto Portanova di prendere in considerazione questa proposta?»

Al termine dell'arringa di Grassani, Bentivoglio chiede patteggiamento avvalendosi degli articoli 23 e 24: 13 mesi e 50mila euro di multa. Intanto partono le arringhe per Bari-Lecce, in cui è coinvolto Pierandrea Semeraro. Udinese-Bari slitta ancora, la procura federale prende ancora tempo con la speranza di ottenere il patteggiamento con gli juventini e con Salvartore Masiello. Alle 15 circa la Disciplinare ha ritenuto congrua la proposta di patteggiamento per Simone Bentivoglio: 13 mesi e ammenda di 50 mila euro.

Ancora Mattia Grassani in difesa del Lecce (parole riprese da Tuttosport): "Sul piatto della bilancia c'è una costruzione accusatoria, e dall'altra parte ci sono contraddizioni, incoerenze, vuoti e verità smentite dagli stessi fatti. C'è poi un ruolo del dottor Semeraro completamente assente. Che a Bari ci fosse una centrale del crimine, che la squadra fosse già condannata alla retrocessione, è pacifico, frutto dalla capillare inchiesta della Procura di Bari. A sentire l'avvocato Chiappero difendere Conte, ho apprezzato il suo richiamo alla prova come accusa di responsabilità. Il Tnas chiede per l'accusa la certezza oltre il ragionevole dubbio, e già la Commissione Disciplinare ha già prosciolto in casi del genere. A mia memoria, la triplice contestazione di responsabilità diretta, oggettiva e presunta, non è mai stata effettuata. Io vorrei capire come queste tre contestazioni possano coesistere, la diretta contrasta con oggettiva e presunta. La responsabilità diretta è assorbente di qualunque altra responsabilità».

Si passa a Palermo-Bari. Si difende Daniele Padelli: "Io ho fatto solo tre partite in Serie A, e quelle sono il mio orgoglio, uno dei miei sogni da bambino. Sono accusato in Palermo-Bari, una di quelle tre partite. quando uno insegue un sogno lotta per non farselo portare via. Io non voglio neanche pensare di essere accusato in una cosa del genere. Rischio tre anni per nulla, quel sogno sta diventando un incubo. Quella era una partita di fine stagione, e dopo che non avevo giocato per sette mesi tutti gli occhi erano puntati su di me, tanto è vero che ho anche parato un rigore. Secondo voi avrei parato quel rigore se fossi stato a conoscenza di quella combine?".

Ore 15.30. Si fa strada l'ipotesi dell'accordo per i patteggiamenti riguardanti Leonardo Bonucci, Simone Pepe, Salvatore Masiello e Nicola Belmonte. Per il difensore juventino dovrebbe arrivare l'omessa denuncia.

Ore 15.45. Al rientro in aula, il procuratore Palazzi ha detto che sono emerse delle "difficoltà", in una vicenda "troppo complessa", per cui è saltato il patteggiamento per Bonucci, Pepe, Belmonte e Masiello.

16.30. Parla l'avvocato Gian Pietro Bianchi per Bonucci: "Le dichiarazioni di Masiello sarebbero per la procura federale progressive di arricchimento. Ma è un progressivo climax di illogicità. Di mano in mano che Masiello cerca di rendere utile la propria versione si contraddice. Tanto che non si capisce che ruolo avrebbe Bonucci in questa partita. Masiello ha parlato due volte a Cremona, una a Bari e non parla mai di Udinese-Bari, non c'è alcun'altra partita che io possa ricordare. In data 7 febbraio 2012, Iacovelli è il primo che parla di Udinese-Bari, coinvolge Masiello ma non Bonucci. Masiello a questo punto scopre dai giornali che Iacovelli ha parlato e lo scopre all'esito di un'attività di inquinamento probatorio e dopo che è stato ascoltato il signor De Tullio. Dopo che parla De Tullio, allora Masiello coinvolge Bonucci. Masiello dice di aver chiesto a Bonucci "la settimana prima di andare in ritiro" .

16.13 Palazzi ha chiesto una breve pausa per verificare le ultime possibilità di patteggiamento con i legali. Nel frattempo c'era stato un veloce giro di consultazioni con alcuni avvocati dopo che un primo tentativo di patteggiamento che sembrava fosse già stato raggiunto si era arenato sull'intransigenza di uno dei deferiti (sembrerebbe Salvatore Masiello) che preferiva andare al dibattimento sentendosi forte della sua innocenza.

17.34 L'ARRINGA DI CHIAPPERO
Terminata l'arringa di Chiappero. L'avvocato ha anche parlato di Pepe: "Non si può dire comprare e vendere sia la stessa cosa”. “Ma la Ferrari tu la vendi?” La Ferrari la vendi o la compri? La Ferrari la vendi non ha nessun senso. Queste omesse denunce, per carità, sono quelle che sono, ma Simone Pepe non si è mai comportato male, non c'è prova della telefonata. E Masiello non ha consentito agli inquirenti di raggiungere la prova. E dal punto di vista probatorio è solo affidata alle parole di Andrea Masiello. Secondo me, quella telefonata non c'è stata, perché prima di partire, per crecare una giustificazione per la combine di questa partita. La telefnata non c'è, Pepe dice di non averla mai ricevuta, non un tabulato, e la parola di Masiello smontata dal giudice. E pure se ci fosse la telefonata, dovrebbe esserci un contorno chiaro per prevedere i margini di una denuncia. Sfido io che ci sia qualcuno che dopo una chiamata del genere capisca di una combine. E non basta che Masiello dica: “secondo me si sono capiti”. È del tutto legittimo che dall'altra parte, Pepe possa dire di non aver capito. Ma la prova del 9 è una e ve la pongo sottoforma di domanda: “Ma se fosse il solo Masiello ad avere scommesso in quella partita?”

18.00 SI CHIUDE IL PROCESSO
Pepe e Bonucci hanno lasciato da poco l'ex Ostello della Gioventù. I due juventini sembravano piuttosto sereni, sicuramente più di stamattina, quando erano entrati a processo senza sapere a cosa sarebbero andati incontro. Le trattative sono state lunghe, lo stesso Chiappero all'esterno ha ammesso alle telecamere: "Il patteggiamento diventa fisiologico quando si parla di un rischio di squalifica di tre anni e mezzo, ma sono considerazioni, si può trattare se si parla di tre mesi di squalifica, non oltre". L'avvocato ha anche avanzato una critica nei confronti dell'omessa denuncia: "Sarebbe ora di rivedere questo istituto giuridico, era un mezzo utile quando non c'erano le inchieste penali. Ma ora con tutto il materiale a disposizione diventa forse anche pericoloso". Con la dipartita del pool juventino, si chiude il processo per i bianconeri. Si va a sentenza, prevista tra l'8 e il 10 agosto.

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