San Paolo squalificato: Napoli - Genoa a porte chiuse

Le tribune vuote dello Stadio San PaoloIl Giudice Sportivo Gianpaolo Tosel ha squalificato per una giornata il San Paolo di Napoli dopo le intemperanze dei tifosi napoletani durante la gara con il Livorno.

Nel dispositivo della sentenza le ragioni della decisione sembrano chiare e difficilmente contestabili. Il San Paolo, stadio di casa del Napoli, viene squaliticato:

per avere suoi sostenitori, all'inizio della gara, esposto per brevi attimi, uno striscione ingiurioso nei confronti della tifoseria avversaria; per avere inoltre, nel corso della gara, acceso complessivamente nel proprio settore tredici fumogeni; per avere, infine, al 35' del secondo tempo, scagliato nel recinto quattro bottigliette una delle quali, piena, colpiva al petto un assistente, provocandogli una sensazione dolorifica; valutata la potenzialità lesiva in danno degli Ufficiali di gara di tale comportamento e considerata la recidività.

Aldilà dell'aspetto legato allo striscione, figlio dell'assurda normativa stupidamente restrittiva in materia, l'uso di materiale pirotecnico e soprattutto il lancio di oggetti non può essere considerato tollerabile. La decisione di squalificare il campo scatta poi perchè il comportamento dei generosi, ma spesso indisciplinati, sostenitori del Napoli è recidivo.

Certamente sarà un peccato non poter vedere lo spettacolo delle tifoserie, fra le altre cose legate da un saldissimo gemellaggio, di Napoli e Genoa, ma non era pensabile far diventare il San Paolo l'unico stadio in cui regole elementari della lotta alla violenza possono essere violate in assoluta libertà.

Sperando che questa "punizione" serva a far ragionare i tifosi e la società che dovrebbe sorvegliarli, l'augurio è che questa rigidità valga anche per gli altri stadi italiani e che non si tema di utilizzarla nuovamente in futuro ogni volta che sarà ritenuta necessaria.

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