Platini non si ferma: “Voglio cambiare la Champions”

Le ragioni dell’elezione di Michel Platini alla carica di Presidente dell’Uefa sono note a tutti. L’ex Campione Francese ha fatto promesse importanti in “campagna elettorale” ai rappresentanti delle Federazioni calcistiche minori, in particolare a quelle dell’Est Europa. Senza l’appoggio e i voti di quei paesi non avrebbe mai vinto la battaglia contro lo storico Presidente

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Le ragioni dell’elezione di Michel Platini alla carica di Presidente dell’Uefa sono note a tutti. L’ex Campione Francese ha fatto promesse importanti in “campagna elettorale” ai rappresentanti delle Federazioni calcistiche minori, in particolare a quelle dell’Est Europa.

Senza l’appoggio e i voti di quei paesi non avrebbe mai vinto la battaglia contro lo storico Presidente Lennart Johansson e non ha intenzione di tradire le fiducia dei suoi sostenitori. Arriveranno a fine novembre al Comitato Esecutivo dell’Uefa le sue proposte di modifica della Champions League che prevedono la riduzione dei posti disponibili per le partecipanti ai Campionati dei paesi maggiori (Serie A, Ligue 1, Premier League, Liga, Bundesliga):

Sono sicuro di quello che voglio nel calcio. Non capisco perchè dobbiamo aver bisogno della squadra terza classificata in Francia o della quarta in Inghilterra o in Italia e non avere i campioni di Polonia o Romania. L’idea che i paesi non debbano partecipare perchè sono poveri o non hanno diritti di grandi gruppi televisivi non è la mia filosofia del gioco del calcio. Io difenderò il mio pensiero anche se a volte bisogna negoziare e fare politica

Difficile prevedere l’esito del voto di Novembre, ma le preoccupazioni delle grandi Federazioni e dei grandi club ci sono. Il danno economico che porterebbero delle modifiche di questo genere sarebbe di notevole portata. Aldilà delle valutazioni di carattere puramente economico, anche da un punto di vista sportivo la nuova formula della Champions League sarebbe peggiorativa.

I “Campioni di Polonia o Romania” a cui fa riferimento Platini sono squadre che vengono puntualmente sconfitte, tranne rarissime eccezioni, nei preliminari agostani contro terze e quarte classificate dei paesi più ricchi e di maggiore tradizione. Da un punto di vista delle spettacolo che senso ha portare squadre “materasso” nei gironi di Champions?

La logica vorrebbe un ritorno alla formula del 1997/98 della Champions League, quando solo la prima o le prime due classificate dei grandi paesi partecipavano alla competizione più importante. Ai tempi anche la Coppa Uefa era un traguardo ambito e seguito in tv da milioni di appassionati e non quel calderone pieno di squadre improbabili (italiane comprese) con un sistema ad eliminazione cervellotico.

A nostro parere la proposta di Platini, che non prevede la riduzione del numero di partecipanti complessivo alla ex-Coppa dei Campioni, avrebbe l’effetto di introdurre squadre di livello tecnico nettamente inferiore in Champions League senza andare ad aumentare l’interesse e il prestigio della Coppa Uefa.

Un capolavoro…”Né la botte piena né la moglie ubriaca“.

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