Sampdoria, Ferrero contro Doria per lo stadio: "Il Ferraris fa schifo"

Massimo Ferrero, il presidente della Sampdoria, conferma ancora una volta di essere uno che non le manda a dire. Dopo aver fatto un appello al sindaco di Genova nei giorni scorsi, il patron blucerchiato chiede un’accelerazione sul progetto del nuovo stadio, ma trovandosi di fronte il silenzio dell’amministrazione Doria, vira sull’impianto del Ferraris e chiede che possa gestirlo in prima persona, in modo da renderlo moderno e funzionale. Due proposte sostanzialmente parallele, che non si escludono a vicenda, ma almeno un obiettivo Ferrero vuole centrarlo.

"Non capisco perché il sindaco non risponda alla mia proposta di creare una struttura attiva 7 giorni su 7 -dice il presidente della Sampdoria - Il sindaco non replica neanche ai nostri tifosi, lo trovo molto scorretto. Se continuerà a non recepire i nostri appelli, con grande civiltà lo andrò a trovare con gli Ultras e i Fedelissimi, e vedremo se ci vorrà ricevere".

Il progetto della nuova dirigenza doriana è quello di uno stadio in Fiera, proprio sul mare, con tanto di attracco per gli yacht. Un disegno che Ferrero ha ereditato dalla famiglia Garrone, allorquando ne ha rilevato le quote azionarie diventando presidente della Samp. All’indomani del passaggio di consegne, l’attuale patron blucerchiato incontrò il sindaco di Genova a Tursi e incassò la disponibilità di massima alla realizzazione del nuovo stadio, ma a quanto pare da lì in poi non ci sono stati ulteriori aperture.

"Il sindaco di Genova - replica invece Marco Doria - è sempre disponibile a incontrare e ascoltare proprietà e dirigenti delle realtà economiche e sportive cittadine che ne facciano richiesta per le normali vie istituzionali. L'Amministrazione comunale è pronta a valutare ogni proposta con rispetto, attenzione nella massima trasparenza delle procedure. Tale disponibilità è stata ribadita allo stesso Ferrero. Sorprendono perciò dichiarazioni che risultano irriguardose per la Città".

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Insomma, lascia intendere il sindaco di Genova, massima disponibilità purché tutto passi attraverso i canali ufficiali e le cose siano fatte con la massima trasparenza. Una stoccata non indifferente nei confronti del patron blucerchiato, sostanzialmente accusato di aver fatto fin qui molta confusione e aver prodotto poche cose concrete. Dopo aver letto le parole del sindaco, però, Ferrero ha controreplicato nella serata di ieri tramite una nota ufficiale:

"Finalmente! Massimo Ferrero ringrazia il sindaco e il Comune per la risposta in merito a futuri progetti riguardanti impianti sportivi al servizio della città e non solo degli straordinari tifosi blucerchiati. Saranno quindi avviate tutte le procedure per organizzare un nuovo incontro, per chiarirsi e per chiarire. Avere lo stesso obiettivo del bene comune è già un importante viatico. Si sottolineano che rispettare una città vuol dire - anche - evidenziare i problemi di uno stadio unico e glorioso, ma che va assolutamente rigenerato per il bene di chi lo frequenta con tanto amore, o lavorare insieme valutando la possibilità di un nuovo impianto all'altezza dell'immagine di Genova e della sua storia nel mondo".

Quanto al Ferraris, Ferrero aveva intanto ribadito quello che è il suo pensiero sulla gestione dell’impianto da parte del Consorzio Stadium:

"Fa schifo, voglio gestirlo io. Sugli spalti puoi prendere un'infezione, io e l'altra squadra di Genova paghiamo 1,2 milioni per l'affitto di uno stadio del quale mi vergogno".

Il Consorzio si difende, affermando di non avere titolo alla vendita dell’impianto e di attendere ancora qualche pagamento arretrato…

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