Niente trasferta a Roma per i tifosi del Napoli

Continua la linea dura del Viminale per quanto riguarda le partite a rischio. Dopo aver vietato ai tifosi della Juventus la trasferta di Firenze e agli stessi tifosi del Napoli quella di San Siro contro l’Inter, in seguito al fatto che il campo dei partenopei era già stato squalificato dal giudice sportivo per le intemperanze


Continua la linea dura del Viminale per quanto riguarda le partite a rischio. Dopo aver vietato ai tifosi della Juventus la trasferta di Firenze e agli stessi tifosi del Napoli quella di San Siro contro l’Inter, in seguito al fatto che il campo dei partenopei era già stato squalificato dal giudice sportivo per le intemperanze dei propri tifosi, l’Osservatorio per le manifestazioni sportive ha dato indicazione al Prefetto di chiudere il settore ospiti per la partita Roma-Napoli (già anticipata a sabato 20 ottobre alle 18) e di disporre la vendita dei biglietti solo a Roma e provincia. All’incontro è stato assegnato rischio 4, il più alto tra quelli previsti, stesso coefficiente assegnato anche alle partite Livorno-Lazio e Juventus-Genoa, che sono state però considerate più “gestibili” e vedranno quindi, a meno di eventi inaspettati, la partecipazione dei tifosi ospiti. Alto livello di rischio anche per le due successive partite che vedono impegnata la squadra partenopea: la gara casalinga contro la Juventus e la trasferta di Firenze, su cui l’Osservatorio si riserva di prendere una decisione nelle prossime settimane.

Gli esperti del Viminale hanno anche stigmatizzato il comportamento dei sostenitori dell’Inter, colpevoli proprio durante il match contro il Napoli di settimana scorsa, di aver esposto striscioni offensivi nei confronti dei tifosi partenopei, “segnalazione” questa che potrebbe indurre il giudice sportivo Tosel a prendere provvedimenti contro i nerazzurri.

Sullo stesso fronte giunge anche la notizia che il Dipartimento di Pubblica Sicurezza ha emanato una circolare in cui si autorizzano le autorità provinciali di Polizia a vietare la vendita all’interno degli stadi di “bevande in contenitori di vetro, plastica o lattina”, decisione presa dopo aver osservato che nelle prime giornate di campionato si è “evidenziata una recrudescenza del fenomeno del lancio di oggetti in campo, in particolar modo delle bottiglie di plastica.” Provedimento questo di cui l’Osservatorio si riserva di “valutare l’efficacia nelle prossime settimane”.