Marotta risponde a Zeman: "Proprio lui non dovrebbe parlare di Conte"

L'amministratore delegato della Juventus in versione addetto Stampa. Antonio Conte non può rilasciare interviste dopo essere stato squalificato e per questo motivo ci ha pensato Beppe Marotta a rispondere al giallorosso Zeman che ieri si è augurato che la Figc impedisca "agli allenatori squalificati", cioè solo Antonio Conte, di allenare. Una dichiarazione che non è piaciuta per niente al dirigente juventino che adesso si aspetta un richiamo dell'associazione allenatori nei confronti del boemo:

"La sua uscita è stata inopportuna anche se non ha mai menzionato Conte, ogni riferimento era a lui. Dice di non aver letto le carte, e quindi non riesce a dare un significato, ma si riferisce a un collega condannato per omessa denuncia e non per illecito. Trovo fuori luogo questa uscita di Zeman che già aveva detto la sua sugli scudetti della Juve, e ora l'ha fatto con un suo collega, mi auguro che l'associazione allenatori prenda provvedimenti per non generare un clima pesante".

Marotta ha fatto anche riferimento ad un episodio singolare del passato di Zeman. Negli ultimi minuti di Lecce - Parma del maggio 2005 terminata 3-3, il tecnico boemo, all'epoca tecnico dei salentini, si allontanò dalla panchina dando le spalle al campo. Nei mesi successivi spiegò di essersi comportato in quel modo perché aveva visto un atteggiamento sospetto dei suoi giocatori in campo che non si erano impegnati al massimo per vincere la partita. Nessuno della procura federale sentì all'epoca l'esigenza né di deferire Zeman e né di chiamarlo per essere interrogato, nonostante fosse un caso chiaro ed evidente di 'omessa denuncia':

"Mi ricordo di una partita a maggio 2005, quando Zeman era allenatore del Lecce, in un Lecce-Parma di fine campionato finita 3-3 ha abbandonato la panchina, a dieci minuti dalla fine, si è girato di spalle per dieci minuti di seguito. Non ho capito quel gesto, ce lo spieghi".

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