Malore per Pesoli dopo 54 ore di sciopero della fame

Emanuele Pesoli, giocatore del Verona incatenato davanti alla sede della Federcalcio di via Allegri da sabato mattina, ha accusato nel primo pomeriggio spossatezza e giramenti di testa dovuti a un calo della pressione, come ha diagnosticato un medico che lo ha visitato in giornata. Le 54 ore di sciopero della fame e il caldo si sono fatte sentire nel corpo dell'ex giocatore di Varese e Siena ora in forza al Verona, che protesta per la sentenza della Commissione Disciplinare sul Calcioscommesse che lo ha squalificato per 3 anni.

"Rimango qui - ha però assicurato il difensore 32enne originario di Anagni - aspetto che qualcuno della Procura federale venga a parlarmi. Proseguo nel mio sciopero: chiedo un confronto in aula con i miei accusatori".
La manifestazione di Pesoli, assistito dalla moglie Teresa e da un gruppo di amici che si alternano al suo fianco, è volta infatti a sensibilizzare i giudici della Corte di Giustizia federale affinchè nel processo d'appello ci possa essere un confronto tra il giocatore e i suoi accusatori: i pentiti Carlo Gervasoni e Filippo Carobbio.

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