Levan Mchedlidze: è nata una stella?

Nel marzo del 1990 l’Italia era in fermento per l’imminenza dei Mondiali di calcio. A migliaia di chilometri di distanza una donna georgiana partoriva il piccolo Levan Mchedlidze: era il 24 marzo e forse quel giorno nacque una stella. Diciassette anni dopo quel pargolo cresciuto a Tbilisi col pallone tra i piedi è atterrato in


Nel marzo del 1990 l’Italia era in fermento per l’imminenza dei Mondiali di calcio. A migliaia di chilometri di distanza una donna georgiana partoriva il piccolo Levan Mchedlidze: era il 24 marzo e forse quel giorno nacque una stella. Diciassette anni dopo quel pargolo cresciuto a Tbilisi col pallone tra i piedi è atterrato in Italia e proprio con la nazionale azzurra ha legato con un doppio nodo il suo destino calcistico. Esordio con la maglia del proprio paese proprio contro l’Italia al Marassi di Genova, quindi il primo gol nella seconda partita ai danni della Scozia (facendo un grosso favore alla banda di Donadoni). Levan Mchedlidze è solo un adolescente ma da qualche giorno, se guarda in faccia il suo futuro, vede colorato; e se lo merita dopo l’operazione al ginocchio di alcuni mesi fa per una lassità legamentosa che minava la sua rotula.

Il ragazzo è abituato a soffrire. Ma anche a lavorare sodo per fare bene. A Empoli se ne è accorto pure Gigi Cagni che in una recente intervista lo ha addirittura paragonato a Zlatan Ibrahimovic: andarci cauti è d’obbligo, ma fisico e tecnica ci sono. La testa, sembra, pure. Non ultimo ne è a conoscenza il ct tedesco della Georgia Topmoeller che lo ha fatto giocare per 60 minuti a Genova piuttosto che lasciarlo ad una meno importante Empoli-Albinoleffe del campionato Primavera: il ragazzo ha sgomitato con Barzagli e Panucci con un piglio impressionante meritandosi la riconferma contro gli scozzesi e ripagando la fiducia con la zuccata dell’1-0.

Perciò lui ora è autorizzato a sognare. Non ignorando i consigli del fratello Giorgi, che ha anche vestito la maglia del Como in C1, e del suo procuratore Davide Torchia, ma ascoltandoli e rimanendo coi piedi ben saldi a terra. E si allena con Saudati, Giovinco e Vannucchi in attesa dell’esordio in Serie A.

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