Cannavò: attacco frontale a Ranieri

L’ultima volta che avevamo parlato dell’ex direttore della Gazzetta dello Sport, Candido Cannavò,vi avevamo riferito di un’aggressione verbale subita da uno sconosciuto tifoso nella metropolitana di Milano. (Qui il video) All’epoca in molti avevano attribuito all’uomo, che fronteggiava Cannavò con metodi poco ortodossi, accusandolo di essere “al soldo di Moratti“, la probabile “fede juventina”. E’

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L’ultima volta che avevamo parlato dell’ex direttore della Gazzetta dello Sport, Candido Cannavò,vi avevamo riferito di un’aggressione verbale subita da uno sconosciuto tifoso nella metropolitana di Milano. (Qui il video)

All’epoca in molti avevano attribuito all’uomo, che fronteggiava Cannavò con metodi poco ortodossi, accusandolo di essere “al soldo di Moratti“, la probabile “fede juventina”. E’ noto infatti che dopo Calciopoli molti tifosi della Juventus non vedano di buon occhio La Gazzetta dello Sport ed in particolare l’ex direttore, oggi autore della rubrica “Fatemi Capire“.

Questo non deve aver intimorito particolarmente l’anziano giornalista che ieri ha dedicato un articolo durissimo, al limite dell’offensivo, al nuovo allenatore bianconero Claudio Ranieri. Oggetto della critica la vivace protesta di Ranieri all’indirizzo di Banti, arbitro di Juventus – Genoa, costata l’espulsione allo stesso allenatore.

Dopo aver “accarezzato il pelo” all’ex tecnico di Chelsea, Valencia e Fiorentina per la sua brillante carriera contraddistinta da “semplicità e la serietà” Cannavò lancia un j’accuse violentissimo:

Domenica sera, durante la partita col Genoa, mi ha profondamente deluso per quel suo comportamento nevrotico, esagitato, provocatorio che davvero non gli appartiene e lo faceva apparire goffo. Sembrava il Mancini di qualche anno fa imbestialito con Trefoloni (ora grazie al cielo è molto migliorato), oppure uno di quei giovani rampanti che sbavano contro ogni fischio arbitrale e poi pretendono disciplina dai loro giocatori. L’ arbitro Banti lo ha giustamente espulso. Spero che, rivedendosi in tv, il british Claudio si sia un po’ vergognato. E poi, perché quella rabbia scomposta? Ingiustizie, torti, gol annullati, rigori non dati? Nulla di questo: esagerata esibizione di cartellini, pensate un po’ . E poi, nello spogliatoio: «Collina veda e provveda». Ma si può?

La pelosa introduzione si rivela così un artificio retorico per chiedere a Ranieri di “vergognarsi” per delle proteste, oggettivamente esagerate e fuoriluogo, ma non dissimili da quelle che arrivano costantemente con risultati identici da molti colleghi tecnici di Serie A.

La scelta di attaccare in questo modo un allenatore, giova ricordarlo alla sua prima espulsione assoluta in carriera, quando questi comportamenti sono assolutamente comuni nella categoria non appare certo azzeccatissima e di certo non potrà far piacere ai tifosi bianconeri che ancora meno apprezzeranno una delle ragioni per le quali, secondo Cannavò, Ranieri dovrebbe “vergognarsi un po’”:

Può darsi che abbia sbagliato, ma Ranieri aveva il dovere di aiutarlo, magari ricordandosi – anche se lui non c’ entra nulla – che è il tecnico di una società, la Juve, i cui vecchi responsabili hanno devastato la classe arbitrale italiana con le tentazioni, le minacce, le tessere telefoniche straniere.

Ecco infine il reale motivo del contendere, un messaggio inequivocabile: Ranieri non può agitarsi visti i “precedenti” della squadra che allena.

Avrà ragione lui?

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