La FIFA cancella la rotazione dei continenti

Dal titolo potrebbe sembrare che il padrone del calcio Joseph Blatter preso da manie di grandezza voglia incidere direttamente sulle leggi che dominano la terra, in realtà stiamo solo parlando di quella regola che di fatto vieta ad una federazione continentale di candidare una sua nazione all'organizzazione dei mondiali se prima non ne sono stati giocati altri due in altri continenti.
La decisione è stata presa all'unanimità dal comitato esecutivo come riferito dal vice presidente dell'organismo mondiale Chung Mong-Joon, questa nuova disposizione entrerà in vigore dall'edizione del 2018.
In pratica questo significa che nulla vieta ad un paese africano, per esempio, di candidarsi, malgrado l'edizione del 2010 che si disputerà in Sud Africa. Allo stesso modo la FIFA potrà scegliere qualsiasi paese senza più tener conto delle due edizioni precedenti.

Questa decisione ha provocato grande delusione nel rappresentante della CONCACAF, la federazione dei paesi centronordamericani, Chuck Blazer che contava, proprio in virtù di questa turnazione, di riuscire a far assegnare i mondiali del 2018 ad un paese della sua federazione, nello specifico erano già pronti a candidarsi americani e messicani.
Ma se da un lato c'è chi si lamenta dall'altro c'è chi esulta, stiamo parlando del primo ministro inglese Gordon Brown che, soddisfatto di questa novità, auspica un ritorno della massima competizione per nazionali proprio in Inghilterra, il paese che ha dato i natali al calcio moderno e che ha ospitato il torneo una sola volta nel lontano 1966.

Blatter cerca invece di smorzare i toni ricordando che ancora si devono giocare i mondiali del 2010 in Sud Africa e ancora non è stata nemmeno ufficializzata la notizia, seppur ormai certa, che l'edizione del 2014 sarà ospitata dal Brasile, risulta quindi un po' prematuro polemizzare sull'assegnazione del 2018.
Chissà se in questo modo riusciremo a vedere qualche mondiale in più in Europa o se semplicemente la decisione è stata presa per strizzare l'occhio a paesi in ascesa economica che garantiscono ottimi introiti nelle casse della FIFA che potrà quindi snobbare con più facilità le "legittime" richieste del vecchio continente.

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