Conte, le motivazione dei 10 mesi di squalifica per Albinoleffe - Siena, la chiave è Mastronunzio

Aggiornamento: Avevamo invocato la versione di Mastronunzio e puntualmente è arrivata, anche se soltanto attraverso un'intervista concessa alla trasmissione condotta da Michele Criscitiello su Sportitalia. L'ex attaccante del Siena smentisce la versione di Carobbio, quella a cui Palazzi prima e la Corte Federale poi hanno creduto squalificato Antonio Conte per 10 mesi. Qui potete trovare la trascrizione delle sue parole.

Antonio Conte e la condanna a 10 mesi, Mastronunzio è la "chiave"

La decisione di squalificare Antonio Conte per 10 mesi, presa dalla Corte Federale d'Appello, ha provocato la violentissima reazione della Juventus e dello stesso allenatore. Dopo le dichiarazioni del presidente Andrea Agnelli, che ha parlato di "caccia alle streghe", la conferenza stampa di oggi con Conte e il suo team di legali è portato ad un ulteriore salto di qualità nella guerra fra il tecnico bianconero e il Procuratore Palazzi.

Proprio mentre la conferenza stampa era in corso sono state pubblicate dalla FIGC le motivazioni della sentenza, quelle riguardanti Antonio Conte. Al di là dell'ineleganza di mettere subito online, non me ne vorrà Conte, soltanto le sue rinviando quelle (per dirne una) sul Lecce escluso dal campionato di Serie B a 48 ore dall'avvio della prima giornata, la lettura delle 13 pagine è molto interessante e fornisce elementi nuovi.

Come noto Piero Sandulli, già componente della Corte ai tempi di Calciopoli, aveva rilasciato (fatto del tutto inedito) dichiarazioni che commentavano la sentenza già nella giornata di ieri. Il concetto che Sandulli teneva molto a diffondere a mezzo stampa è semplice: "A Conte è andata bene così, in Novara - Siena non c'è omessa denuncia, ma per Albinoleffe - Siena si sarebbe potuto procedere con maggiore durezza", il riferimento al rubricazione del reato come vero e proprio illecito sportivo, con il rischio di 3 anni di squalifica. Conte ha duramente stigmatizzato l'uscita di Sandulli, e difficilmente gli si può dare torto, ma cerchiamo di rimanere ai fatti.

Il caso di Albinoleffe - Siena l'abbiamo già analizzato in passato (qui con riferimento alle motivazioni della prima sentenza di condanna da parte della Disciplinare).

Riassumendo rapidamente: se su Novara - Siena Carobbio si contraddice sia sulle modalità della combine sia sul risultato che sarebbe stato aggiustato (lui dice pari, Gervasoni dice "Over") e non ha alcun riscontro della veridicità del suo racconto sulla famosa riunione tecnica (circostanza smentita dagli altri tesserati del Siena all'epoca), il caso della gara con l'Albinoleffe è molto diverso.

La partita è stata "aggiustata", questo è un fatto. Cristian Stellini usò come tramite proprio Carobbio per prendere contatto con lo spogliatoio dell'Albinoleffe dopo la partita del girone d'andata e raggiungere un accordo di massima: "i punti nel girone di ritorno se li prende chi ne ha più bisogno". Il Siena era già promosso matematicamente in Serie A, era bastato il 2-2 interno contro il Torino del 7 maggio, l'Albinoleffe di Mondonico doveva cercare di agganciare i playout.

A sancire l'accordo ci fu un incontro fra alcuni tesserati del Siena e alcuni dell'Albinoleffe (compreso il vice allenatore Mirco Poloni), l'esatta modalità del meeting non è chiara, le dichiarazioni sono in contrasto fra loro, ma è ragionevole desumere che sia realmente avvenuto.

Secondo la Disciplinare Conte "non poteva non sapere", dato il suo "carattere di accentratore", che all'interno dello spogliatoio fossero in atto manovre per concedere una vittoria assicurata alla squadra avversaria nell'ultima gara di campionato. Questo tipo di elemento probatorio è decisamente debole, soprattutto perché non si capisce per quale motivo se Conte "non poteva non sapere" Mondonico, allenatore dell'Albinoleffe, non sia stato nemmeno sentito da Palazzi e potesse al contrario essere all'oscuro di tutto.

Stellini (condannato dopo il patteggiamento con ammissione di colpa) ha sempre negato di aver coinvolto Conte, ma sia la Disciplinare, sia la Corte Federale non gli credono.

Parliamoci chiaro: questo tipo di condanna, con questo unico elemento, rischierebbe seriamente di essere utilizzata di fronte al Tnas del Coni per ottenere il proscioglimento di Conte o comunque un grosso sconto di pena. C'è però dell'altro, ed è qualcosa di potenzialmente devastante, a rendere solide le motivazioni, l'episodio che riguarda Salvatore Mastronunzio.

L'attaccante è stato condannato nella prima tranche del caso Calcioscommesse per delle combine risalenti al periodo precedente il suo arrivo a Siena. Carobbio non cita mai Mastronunzio prima della sua ultima audizione, quella del 10 luglio 2012, quando fornisce elementi nuovi. Senza volersi ripetere (lo stralcio del verbale lo trovate qui) la ricostruzione di Carobbio è questa: Conte, dopo la partita con il Torino e la festa promozione, parla alla squadra in allenamento per capire le intenzione dei giocatori rispetto ad Albinoleffe - Siena. Il periodo è quello della settimana fra il 7 maggio e il 12 maggio.

"Lasciamo i punti o no?", questo il senso del discorso fatto dal tecnico della Juventus. Sono tutti d'accordo, tranne Mastronunzio. L'attaccante chiede di adottare lo stesso comportamento anche contro l'Ascoli, avversario che il Siena affronterà (perdendo 3-2 in una gara rocambolesca) il 13 maggio.

In risposta a questa presa di posizione, dice Carobbio, Conte esclude Mastronunzio dai convocati e lo tiene ai margini della rosa fino al termine della stagione. In effetti è quello che accade.

Palazzi si frega le mani dopo aver sentito questo racconto di "Pippo" (come lo chiama lui) Carobbio e il 13 luglio quando ascolta Conte gli chiede conto di questa circostanza. L'allenatore della Juventus ovviamente smentisce e adduce due motivazioni all'esclusione di Mastronunzio: un infortunio e lo scarso attaccamento al gruppo dell'attaccante. Conte non è troppo specifico, sembra non ricordare bene la circostanza, ed è lì che sia la Disciplinare sia la Corte Federale ricavano le loro certezze.

In realtà, come ricostruito da Davide Terruzzi di Tuttojuve.com, Mastronunzio era finito da tempo fuori dal giro dei titolari: la sua ultima gara giocata dall'inizio risaliva al 12 marzo e nelle successive 8 partite racimola due panchine e alcuni scampoli da disputare sempre nella ripresa. Il fatto che l'infortunio, un problema ai flessori, fosse stato comunicato anche attraverso il sito ufficiale del Siena il 12 maggio è stato dimostrato da Maurizio Romeo sul suo sito personale.

Per la giustizia sportiva non conta, la certificata non credibilità di Carobbio (certificata anche dalla Corte Federale che lo ritiene un bugiardo quando racconta della riunione tecnica di Novara - Siena) qui viene improvvisamente recuperata ed è solidissima secondo Sandulli e i suoi colleghi.

La domanda che ci si pone è: "perché Mastronunzio non è stato ascoltato sul tema?". Sarebbe bastata una conferma del giocatore per inguaiare Conte (e portarlo di fronte ai giudici sportivi come accusato di illecito sportivo), ma stranamente Palazzi non ritiene di doverlo riascoltare.

Le uniche parole dell'ex giocatore del Siena sul tema risalgono alla metà di marzo quando a lui vengono rivolte domande proprio sulla partita contro l'Albinoleffe - Siena. In quella circostanza Mastronunzio fa mettere a verbale (pagina 80 dei deferimenti):

Non ho nulla da dire al riguardo, in quanto non ricordo nulla di particolarmente rilevante né ricordo in quale albergo alloggiavamo, né mi risulta che i miei compagni di squadra nei giorni immediatamente precedenti alla gara abbiano incontrati avversari

Mastronunzio avrebbe potuto facilmente diventare un preziosissimo "pentito" sul modello di Carobbio, lui che di guai con la giustizia sportiva ne aveva parecchi, raccontando di come il suo allenatore Conte gli avesse parlato esplicitamente di una combine e lui fosse stato "punito" perché non era d'accordo, ma non dice nulla, anzi le sue dichiarazioni scagionano tutti anche se lui non venne convocato per quella partita.

Ora la palla passa al Tnas, Conte chiederà nuovamente il proscioglimento. Chissà se almeno in quella sede avremo occasione di conoscere il punto di vista "dell'epurato" Mastronunzio. Sarebbe davvero interessante conoscere il suo punto di vista. Se smentisse (lui che non ha alcun interesse nella vicenda) la difesa di Conte avrebbe un'arma importante in mano e lascerebbe a Palazzi soltanto il "non poteva non sapere", se confermasse a distanza di molti mesi potrebbe al contrario dimostrare che quando Piero Sandulli allude ad un possibile illecito per Conte, divenuto semplice "omessa denuncia", non ha tutti i torti.

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