Conte rompe il silenzio: duro attacco a giudici tifosi e Procura Federale

Dopo mesi di silenzio, passati ad aspettare la conclusione di questa vicenda, Antonio Conte, come promesso, ha incontrato i giornalisti per dire la sua su questa storia che lo vede coinvolto. L'allenatore della Juventus è stato condannato a 10 mesi di squalifica, la sanzione è stata confermata anche in appello nonostante il proscioglimento per uno dei due capi di accusa, anomalia evidenziata anche oggi pomeriggio. Quello di Conte, che ribadisce la sua estraneità e la sua innocenza, è un attacco a testa bassa contro il sistema: il salentino non ha digerito le dichiarazioni di Sandulli, uno dei componenti del collegio giudicante, rese alla stampa subito dopo l'emissione della sentenza; ma i suoi strali sono stati rivolti anche verso Carobbio, la Procura Federale e il rapporto "pappa e ciccia" che ha instaurato con il pentito.

Conte comincia con lo spiegare le ragioni che lo hanno portato a convocare i giornalisti per una conferenza stampa, sottolinea il rispetto tenuto per gli organi giudicanti in questi mesi, rispetto confermato dal suo totale silenzio. Terminata questa doverosa premessa l'ex allenatore del Siena passa subito all'attacco, il suo obbiettivo è Piero Sandulli, il giudice membro della commissione giudicante che aveva commentato la sentenza con un "A Conte e alla Juve è andata anche bene..." non proprio opportuno e per il quale, notizia dell'ultima ora, rischia anche un procedimento disciplinare:

Questa è un'assurda vicenda e l'assurdità penso che tra virgolette... ieri c'è stata proprio la ciliegina sulla torta. Sono rimasto allibito, allibito dall'intervento di un componente della Commissione che mi ha giudicato. Un qualcosa di grave. Un qualcosa di mai visto. Reputo questo comportamento da parte di questo signore, improprio e fuori dalle regole. Parliamo da regole e questo signore le regole dovrebbe rispettarle. E dovrebbe soprattutto farle rispettare. Invece cosa vedo? Vedo un signore che forse per uscire sulle prime pagine di tutti i giornali nazionali, grazie a me e al mio nome, prende e fa delle dichiarazioni quantomeno inopportune. Non so se da tifoso, ma sicuramente inopportune. E che mi fanno pensare che forse c'è qualcosa di personale nei miei confronti da parte di questo signore.

Poi arriva l'attenzione dell'allenatore si sposta su Novara - Siena 2-2, partita per la quale ha ottenuto il proscioglimento, e sullo strano rapporto di complicità tra la Procura Federale e Filippo Carobbio, il pentito che ha tirato in questa storia Conte e che la Bongiorno, in fase dibattimentale, ha paragonato a Dio per la sua credibilità che sembrava essere infallibile, anche se l'appello poi ha dimostrato che almeno in un caso ha detto il falso:

Oggi mi sembra sia arrivato il momento di mettere un po' di puntini sulle 'i'. Novara-Siena: sono sette mesi, sette mesi, sette mesi, che sono sulle prime pagine dei giornali, sui titoli delle televisioni maggiori, sia di stato che private. Sette mesi che la mia faccia viene accostata al calcioscommesse. Mai scommesso in vita mia. Sono sette mesi che si continua a dire di questa famosa - ormai è diventata famosissima - riunione tecnica prima di Novara-Siena, in cui si dice che io, parlo ai miei calciatori, e rassicuro tutti in virtù di un pareggio. Vi spiego cos'è una riunione tecnica, perché devo parlare a tutti. La riunione tecnica è qualcosa di sacro: la domenica prima della partita viene la riunione tecnica. In che cosa consiste? Parliamo di tecnica, tattica, mostriamo immagini su come fare male, su come non farci male. Dopodiché avviene un discorso motivazione da parte mia, altamente motivazionale, in base alle situazioni. se devo alzare la tensione, se la devo abbassare. E io dopo tutto questo, dopo tutto questo, dopo tutto questo lavoro in cui preparo la partita, tecnica, tattica, parlo di motivazioni altissime, che faccio? Dico: 'ragazzi, no vi preoccupate, oggi è tutto a posto, facciamo pareggio', davanti a 25 persone. Mi rendo ridicolo davanti a 25 persone, davanti alle loro famiglie, perché poi lo racconteranno in famiglia, davanti ai loro procuratori.

Poi continua attaccando direttamente il suo ex calciatore:

Questa è stata l'accusa infamante che ha portato Antonio Conte al calcioscommesse, ad essere lo spot di questo calcioscommesse. Io che non ho mai scommesso. Oggi mi ritrovo, oggi mi ritrovo, che il signor Carob... 'Pippo', 'Pippo', perché è 'Pippo' per la Procura, non è Filippo Carobbio, perché ormai siamo diventati pappa e ciccia con la Procura, lo considerano un collaboratore di giustizia. Vedendo che l'hanno zittito cinque volte e vedendo che l'hanno zittito l'ultima volta il 10 luglio, prima che ascoltassero me, io lo considero più un aggiustatore di presunta giustizia. Il signor Pippo, per la Procura è definito un bugiardo, bugiardo, non credibile, quando dalla Procura federale Pippo, non Filippo, Pippo Carobbio, persona altamente credibile. Antonio Conte, è poco credibile, non credibile. Allora io penso anche che la credibilità uno la ottiene nella vita, giorno dopo giorno e io nella mia vita penso di aver ottenuto grande credibilità, a differenza di chi si è venduto le partite, ha venduto se stesso, la sua famiglia e i suoi compagni, da tre anni. E io mi devo sentire lui altamente credibile e io poco credibile, da chi?

La domanda trova subito una risposta, è alla Procura Federale che Conte si sta rivolgendo e per illustrare il suo pensiero cita i casi di Paoloni e Locatelli e i metodi messi in atto dagli investigatori federali per raccogliere le testimonianze:

Li sapete i metodi della Procura Federale. Li avete letti? Forse sono passate inosservate le interviste di Locatelli, di Paoloni. A me no. Locatelli e Paoloni che dicono? Non abbiamo detto quello che volevano sentirsi dire. Non abbiamo messo dentro nomi importanti per abbassarci la pena. Questo dicono. Agghiacciante quello che dicono, agghiacciante quello che dicono, però questo non interessa. Ai giustizialisti questo non interessa questo. Non interessa il modo di fare che ha la Procura. Non Interessa quando si parla di patteggiamento: il patteggiamento è un ricatto, che viene fatto purtroppo dai nostri stessi avvocati. Io innocente, devo subire dal mio avvocato...'Sai, forse, visto questa giustizia che non ci permette di difenderci, di dimostrare la tua innocenza, perché dobbiamo rischiare? Patteggiamo'. Io innocente e come me tantissimi altri, perché c'è stata la rincorsa al patteggiamento. Il patteggiamento è un ricatto, bello e buono, da questa giustizia. E' una vergogna, è una vergogna. Oggi lo posso dire perché è finito tutto. Finito, tra virgolette, con loro. Perché c'è ancora un altro appello. Per fortuna è finito con loro.

Caduta l'accusa che Conte definisce come "la più infamante" resta quella per Albinoleffe - Siena, quella del "non poteva non sapere", concetto che l'allenatore fatica a comprendere e dal quale parte per esprimere il suo parere sull'omessa denuncia:

C'è Albinoleffe - Siena, dove Conte non poteva non sapere. Io mi sono dovuto far spiegare cinque ore che significa... 'non poteva non sapere', dagli avvocati. E se mi dite ancora che ho capito che significa 'non poteva non sapere', io vi dico, ho dei dubbi. Non mi sembra di essere un deficiente da questo punto di vista. (...) Mi dicono: 'Vi spiego che significa omessa denuncia, così ci capiamo. Perché uno dice calcioscommesse...scommesse, scommesse, scommesse...qui di scommesse non c'è niente...non ho mai scommesso io'. Omessa denuncia... se vedevo qualcosa, avrei dovuto denunciare. Ma se non ho visto niente, io che devo denunciare? Ma mi devo inventare una denuncia? Ma di che stiamo parlando?

Da tutta questa vicenda Antonio Conte sembra uscire segnato, lo fa capire lui stesso quando spiega di essere arrivato al punto che lui, da carattere forte e "accentratore", è arrivato ad avere paura di mandare in tribuna una calciatore, sapendo che un giorno potrebbe vendicarsi inventando qualcosa. L'allenatore della Juventus mette in guardia i suoi colleghi e in generale tutti i tesserati, perché questa storia oggi è successa a lui, ma con il sistema di regole attuale potrebbe colpire chiunque:

Vi dico, sinceramente, dopo questa vicenda, oggi, per assurdo, inizio ad avere il timore di andare lì dentro, nello spogliatoio, dove devo essere un leader e di litigare con un calciatore. Il timore e la paura di mandare un calciatore in tribuna, perché un domani che succede? Uno la mattina impazzisce, si alza e inizia a denunciare, tanto questo ha dimostrato la giustizia sportiva oggi. Si è creduto ad uno che si è venduto per tre anni e mezzo le partite, ha venduto lui, la sua famiglia, i suoi compagni e hanno creduto a lui. Allora io ho paura. O mi metto una telecamerina in testa, dove giro devo avere una telecamerina, in modo da avere 24 ore su 24, quello che succede, altrimenti bisogna aver paura. E vi dico un'altra cosa: ai miei colleghi, ai calciatori, oggi è successo a me e a tanti altri, domani può accadere a loro. Non mettiamo la testa sotto la sabbia, perché tanto è successo a lui, è successo a loro che sono stati deferiti e incolpati. Può succedere a tutti. E aprite gli occhi.

Dopo Conte ha preso la parola Angelo Alessio, l'allenatore in seconda della Juventus ha visto ridurre la sua squalifica da otto a sei mesi e con un breve intervento ha sottolineato ancora una volta la sua estraneità a questa vicenda, non mancando di far notare come in questi mesi la procura federale non si è presa nemmeno la briga di ascoltarlo. Molto più duro è stato l'intervento della Bongiorno, preceduto da quello dell'avvocato De Rensis, che ha criticato i metodi della giustizia sportiva, in particolare l'impossibilità per la difesa di ottenere un controesame del pentito, pratica fondamentale nella giustizia ordinaria da quando è stata introdotta la figura del collaboratore di giustizia.

Ha chiuso Chiappero che ha illustrato quali saranno i prossimi passi da percorrere. Sicuramente i difensori di Conte cercheranno di far leva su questa infallibilità non più riconosciuta a Carobbio, in parole povere il discorso è "se ha mentito per Novara - Siena chi può assicurarci che non lo abbia fatto anche in altre occasioni?", nel frattempo, in attesa dell'esito del preannunciato ricorso al Tnas, verrà chiesta una sospensiva della squalifica, per permettere a Conte di tornare a sedere sulla panchina bianconera.

Foto | © TMNews

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