Lutto al braccio: Seedorf si oppone


Alle 15 e 10 i giocatori di Atalanta e Milan si stringevano la mano a centrocampo; era tutto pronto per la partita tra i nerazzurri di Del Neri e la squadra di Ancelotti. Clima pesante, ultras in fibrillazione, bambini spaventati: nonostante questo 22 atleti s'apprestavano a giocare la loro partita. Tutti col lutto al braccio, tutti tranne uno. Clarence Seedorf.
I più attenti hanno notato che l'olandese non portava la fascia nera sul suo braccio. Dopo la follia generale (e la conseguente sospensione della partita) i giornalisti non hanno potuto esimersi dal chiedergli quale fosse il motivo per cui lui non indossava il lutto come i suoi compagni. La sua risposta è per certi versi condivisibile.

"Non sapevo di chi si trattasse. Ho deciso di non associarmi a un fantasma. Anche pensando a situazioni precedenti, come per il fratello di Kaladze, quando Federazione e Lega non hanno fatto niente. Non conoscevo la persona e i fatti. Era giusto spostare le partite di 10 minuti ma finché non c'era chiarezza sulla persona e sugli avvenimenti..."

Il centrocampista milanista ha poi aggiunto due paroline gettando uno sguardo generale su quanto accaduto.

"Il calcio ha perso ancora una volta; una via d'uscita c'è se i responsabili del calcio si prendono le loro responsabilità"

In soldoni: Seedorf ha voluto sottolineare come la morte di Gabriele Sandri e il calcio c'entrano poco. E' una tragedia che strazia una famiglia e tanti giovani, ma probabilmente la necessità quasi morbosa di associare la sua scomparsa all'eterna lotta tra ultras e Arma è stata forse affrettata. Da lì, infatti, il putiferio. Da lì, infatti, la morte di Gabriele Sandri e il calcio si sono maledettamente legate.

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