In Scozia sono tutti sicuri: l'Italia non passerà

Per gli scozzesi si sta per avvicinare la partita della verità, quella da dentro o fuori, e nonostante la difficoltà dell'impegno tutti si dicono sicuri di potercela fare.
McLeish, commissario tecnico della nazionale, ha già dimenticato la sconfitta in Georgia. A suo giudizio l'assenza di quattro giocatori ha influenzato il rendimento della sua squadra, malgrado tutto però non sente di dover rivolgere critiche a chi era in campo, è stata semplicemente una partita storta su un campo che ha creato problemi a tutti.
Il rispetto per gli azzurri è massimo ma invita a non sottovalutare il peso psicologico sulle spalle dei giocatori italiani:

"C'è molta pressione su di loro, hanno addosso l’aspettativa di tutta la nazione. La Scozia non ha nulla da perdere. Se dovessimo batterli, non sarebbero dei "coniglietti felici". Non c’è dubbio che l’Italia sia fortissima, ma i giocatori sono solo uomini e sono in apprensione per dover venire a giocare a Glasgow. La gente si aspetta non solo che l’Italia si qualifichi, ma anche che vinca il torneo. Invece, i nostri giocatori saranno visti come eroi, qualsiasi cosa accada."

Anche il suo assistente, Roy Aitken, vede è più o meno della stessa opinione, l'Hampden Park è il loro punto di forza maggiore:

"Abbiamo già battuto la Francia in casa e in trasferta, abbiamo vinto otto partite e abbiamo bisogno che la prossima sia la nona. Sappiamo che non sarà semplice ma non c'è niente che non sia alla nostra portata. Saremo aiutati dai tifosi, la passione e l'orgoglio di 50.000 persone sosterrà la squadra. Sarà un fattore determinante."



Al coro si aggiunge un altro allenatore scozzese, quel Gordon Strachan che con il suo Celtic ha dato di recente un dispiacere al Milan. Il tecnico della squadra cattolica di Glasgow crede che malgrado questa non sia la miglior Scozia di tutti i tempi a livello di individualità è sicuramente un delle più forti come gruppo ed è quindi capace di performance brillanti.
Anche lui insiste sul sentimento della paura, ma preferisce sottolineare più l'assenza negli scozzesi che la presenza negli italiani:

"Non credo che i calciatori scozzesi abbiano un grande rispetto per i giocatori che affronteranno, non li temono e questo è grandioso. E' il miglior modo per riuscire ad avere la meglio contro grandi campioni, capire di dover dare il massimo e non aver paura. Con un po' di fortuna e un po' di abilità potrebbero portare a casa un risultato storico, comunque non credo che la Scozia sabato sarà sconfitta."

Il buon Gordon ci mette anche in guardia da un suo giocatore, si tratta del centrocampista arrivato quest'anno al Celtic Park dall'Hibernian Scott Brown. Il ragazzo ha subito un bruttissimo tackle durante la partita casalinga di Champions League contro il Benfica ma con buona probabilità sarà della partita.

Gli scozzesi fanno pretattica, provocano ma sanno che per loro sarà difficilissimo anche se non impossibile battere l'Italia. Il fattore ambientale sicuramente giocherà a loro favore ma non dimentichiamo che gli azzurri uscirono trionfalmente anche dalla bolgia di Dortmund battendo i tedeschi padroni di casa.
Sicuramente la partita sarà intensissima, Donadoni oltre all'aspetto tattico farebbe bene a non sottovalutare anche quello psicologico.
Ricordiamo che in questo momento la Scozia è seconda nel girone B con un punto in più sull'Italia (terza) e uno in meno della Francia (prima), ma gli azzurri hanno un partita in meno che giocheranno in casa contro le Isole Far Oer.

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